E' in fase di ultimazione l'altare dal quale Papa Francesco celebrerà la messa dallo stadio Artemio Franchi di Firenze il 10 novembre.
Ma non si tratta di una struttura usuale, soprattutto per quanto riguarda i creatori. La costruzione è stata infatti opera di due detenuti del carcere di Sollicciano. Qualche mese fa, i reclusi, aiutati dal cappellano Don Vincenzo Russo, si erano messi in contatto con il Sommo Pontefice per mettere in luce le condizioni di disagio profondo che vivono ogni giorno.
I detenuti avevano richiesto l'aiuto del Papa in modo che potesse farsi interprete della situazione drammatica che si ritrovano quotidianamente ad affrontare. A quel sollecito il papa rispose e da qui partì l'idea della costruzione dell'altare.
"Abbiamo deciso di ripartire dall'altare - ci ha spiegato Don Vincenzo - dal momento che rappresenta la rinascita. Così come avviene per la Pasqua, che porta con sé una nuova vita, la stessa cosa vorremmo si realizzasse per chi vive una condizione di esclusione sociale estrema come quella del carcere di Sollicciano. La situazione è davvero drammatica, tra sovraffollamento e condizioni igieniche precarie".
L'altare per il Papa verrà ultimato nelle prossime ore e verrà trasportato allo stadio. A lavorarci sono stati il volontario Franco Panchetti, falegname in pensione di Malmantile (nel comune di Lastra a Signa) che ha aiutato due detenuti nella costruzione. Uno degli 'operai' è un ragazzo di origine tunisina di religione musulmana, mentre l'altro era già avviato al mondo della falegnameria visto che il padre svolgeva questo mestiere.
Alla messa allo stadio parteciperanno 25 detenuti di Sollicciano e alcune guardie penitenziarie. "Per una volta - ha concluso Don Vincenzo - saranno in prima fila. Speriamo che Papa Francesco rivolga loro qualche parola, un abbraccio. Per loro sarebbe davvero un grande conforto".
Nella galleria fotografica le prime immagini, arrivate in anteprima a gonews.it
