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"L’incoerenza è diventata la principale occupazione in cui i partiti si dilettano": parallelismi tra Roma e il borgo di Leonardo di Sammartino (FDI-An)

Domenico Sammartino

"A luglio 2015, una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco renziano di Sesto Fiorentino, Sara Biagiotti, veniva presentata, in aula, da 13 consiglieri della maggioranza. Contro il Sindaco si schieravano 8 consiglieri del Pd (la maggioranza del gruppo, che ne conta 14), 4 di Sel e un ex M5S. Per questo evento, che ritengo figlio di un’applicazione letterale dello stato democratico delle istituzioni, si scatenavano, da parte di numerosi esponenti del partito, le ire dell’inferno contro gli 8 consiglieri del PD.

Nell’occasione onorevoli, senatori, presidenti di regione, sindaco di Firenze ed altri esponenti del PD si scagliavano contro i propri iscritti, rei di aver infranto norme statutarie del partito. Non poteva esimersi l’onorevole Dario Parrini, anche segretario toscano dello stesso partito (democratico ?), che di fatto iniziava l’iter per la espulsione dal PD degli 8 consiglieri. Espulsione successivamente ratificata. Pochi giorni fa 26 consiglieri, la maggior parte del PD, si dimettevano con atto formale davanti ad un notaio facendo decadere la giunta del Sindaco di Roma Ignazio Marino. In quella occasione, contrariamente a quanto sarebbe stato più corretto, dimettendosi in aula con un pubblico confronto, per gli appartenenti al PD non veniva iniziato alcun iter per l’espulsione dal partito.

Non volendo entrare nel merito delle colpe dei sindaci in questione, credo che i dirigenti nazionali e quelli regionali del PD debbano avere sempre a mente il significato riportato su tutti i vocabolari del sostantivo “coerenza”. Sicuramente mi sarà contestato il raffronto tra i due eventi, ma credo che la sostanza rimanga la stessa. Non fare oggi quello che hai fatto ieri e non fare domani quello che hai fatto oggi. COERENZA allo stato puro.

Anche a Vinci, dove di fatto è in corso la “normalizzazione” democratica dell’attività politica ed amministrativa del Comune, le opposizioni allo strapotere del PD si sono di fatto autosilenziate e hanno iniziato a dare dimissioni senza alcuna coerenza con quello che avevano affermato in campagna elettorale. Al loro posto sono subentrati i primi dei non eletti che a loro volta riscalderanno le poltrone, senza mai di fatto cambiare nulla. La candidata sindaco alle ultime amministrative per il partito Sinistra in Comune per Vinci, Anna di Maggio si è dimessa dopo poco facendo subentrare Amalia Chiovaro. Il consigliere di Forza Italia, nonché candidato sindaco Bernardo Bonechi si è dimesso in ottobre facendo subentrare Matteo Cioni. Non si è dimesso il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Beppegrillo.it Gianni Frizzi ma, nonostante tutto il fumo che abbia fatto lui e il suo movimento in campagna elettorale, a distanza di quasi due anni, non si vede nessun arrosto. A questo punto sarebbe utile staccare la spina e cercare di affaccendarsi in tutt’altre faccende.

L’incoerenza è diventata la principale occupazione in cui i partiti si dilettano. A livello nazionale Silvio Berlusconi, dopo essere andato a braccetto con il PD, per oscuri motivi è ritornato all’opposizione, ma ritorna in auge con la sua (in)coerenza formalizzando l’appoggio al candidato sindaco di Roma Alfio Marchini che a sua volta era già stato attore principale alle precedenti primarie del PD. Del partito di Angelino Alfano, o quantomeno delle sue rovine, è meglio non parlarne perché personifica, non in modo astratto, ma bensì in modo reale, il valore assoluto del sostantivo (in)coerenza. Bisogna che si ritorni, dopo l’imperatore Napolitano, ad una democrazia partecipata che si potrà esprime solo con libere elezioni. E così, nonostante tutto, si potrà dare fondo e rinnovare tutte le attività di (in)coerenza possibili".

Domenico Sammartino “Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale”

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