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Città del Teatro, alcuni lavoratori: "Chi infanga dietro l'anonimato?"

Il teatro di Cascina

"Siamo lavoratori e lavoratrici de La Città del Teatro che hanno scelto di intervenire sui mezzi stampa per portare sostegno al Presidente e alle Direzioni Artistica e Amministrativa, che stanno compiendo un egregio lavoro di risanamento di un teatro pubblico, con importanti risultati visibili e misurabili.

Da tempo chiediamo correttezza a chi parla di quello che accade nel nostro teatro, chiediamo per esempio l’abolizione di firme indistinte che non ci rappresentano, e che tuttavia continuano a diffondere informazioni false e diffamanti a nome di “tutti” i lavoratori de La Città del Teatro o di un fantomatico "Comitato Unitario". Riteniamo molto grave che questi “autori nascosti” si arroghino ancora una volta e illecitamente la facoltà di “parlare a nome nostro”, e chiediamo per l'ennesima volta chiarezza.

Proprio per questo ci rivolgiamo apertamente alle redazioni, ai giornalisti e alle giornaliste, per chiedere di prestare cura e perizia nella pubblicazione di lettere o altri materiali a mezzo stampa che occultano l’identità dei mittenti e che, quindi, di fatto non attestano nessuna assunzione di responsabilità verso i contenuti inviati. Crediamo infatti che l'informazione debba contribuire alla trasparenza delle idee e delle opinioni, perché come tutti sanno l'anonimato è l'anticamera della diffamazione e talvolta anche di qualcosa di più grave".

I lavoratori della Città del Teatro: Fabrizio Cassanelli, Rita Cei, Annastella Giannelli, Silvia Giusti, Antonella Moretti, Letizia Pardi

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