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Mugnai (FI) sulle dialisi all'ospedale Lotti: "Basta container, l’azienda individui spazi adeguati alle terapie"

Stefano Mugnai (foto gonews.it)

Sono otto anni, mese più mese meno, che all’ospedale Lotti di Pontedera si parla di costruire un nuovo reparto da destinare alla dialisi. Ad oggi, non è stato posato nemmeno un mattone e i pazienti continuano a effettuare le loro terapie salvavita in container tipo casa dei tre porcellini, dove addirittura piove a ogni acquazzone. Fosse un contesto diverso scapperebbe da ridere, e invece qui si tratta di persone che per tutta la loro esistenza, a meno di trapianto, devono sottoporsi al trattamento con frequenza crescente.

«La situazione è insostenibile – sbotta il Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai (Forza Italia) che già nell’agosto scorso aveva sollevato la questione tramite interrogazione, la numero 38, a cui la giunta non ha nemmeno ancora risposto – bisogna che l’azienda sanitaria si metta in condizione di mantenere la promessa di costruire un plesso in muratura, e che nel frattempo, vista anche l’incertezza in cui la riforma ammazza-sanità voluta da Rossi getta le Asl, compresa la 5 di Pisa, si decida a spostare la terapia dai container individuando uno spazio adeguato all’interno dell’edificio ospedaliero. Non si chiede tanto: che non ci piova, magari, ecco».

I malati dell’Aned, dopo anni di segnalazioni, hanno scelto la via dell’esposto ai carabinieri del Nas dopo che martedì scorso, durante un incontro tra i pazienti e i vertici dell’ospedale Lotti, si sono sentiti rispondere che la loro terapia si svolge in condizioni ottimali: «Noi siamo dalla parte dei malati che pagano le tasse e i ticket – afferma Mugnai – e a cui il sistema sanitario regionale deve un servizio di assistenza e cura per lo meno decente. Chi glielo spiega, a queste persone, che invece la tenuta della sanità regionale per colpa della riforma-Rossi sta involvendo?»

Fonte: Ufficio Stampa

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