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Cooperazione: il presidente del Senato Grasso al convegno 'Il Mediterraneo siamo noi'

Dai colloqui del Mediterraneo al sindaco La Pira presidente delle città gemellate fino al seminario di oggi, voluto proprio a Firenze “città vocata al dialogo e al confronto”, ha esordito il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, dando il “la” all’incontro per indagare “Nuovi paradigmi di cooperazione euromediterranea a vent’anni dalla Dichiarazione di Barcellona”.

“Quest’anno, mentre iniziamo la decima legislatura della nostra Assemblea, intendiamo puntare sul ruolo delle Regioni in tema di cooperazione – ha sottolineato il presidente – ed è particolarmente significativo che la necessità di rilancio abbia una spinta propulsiva proprio da Firenze e dalla Toscana, per quella dimensione di dialogo interculturale e interetnico, che da sempre ha contraddistinto le nostre istituzioni”. “Grazie per aver scelto Firenze e la Toscana – ha concluso Giani – e soprattutto grazie al presidente del Senato per la sua presenza: a Firenze è di casa e la nostra città è a lui vicino per il suo lavoro di magistrato, basti pensare alla strage dei Georgofili”.

È la prima volta che il presidente del Senato interviene ad una iniziativa del Consiglio regionale della Toscana.

“Dal Mediterraneo occorre ripartire con determinazione per cogliere tutte le opportunità di crescita, riflettendo sul ruolo delle assemblee elettive, ripensando la cooperazione e dando vita ad una strategia di successo”, una sfida da affrontare con grinta e da vincere con realismo, ha sottolineato il presidente del Senato Pietro Grasso, dopo aver ripercorso gli eventi storici. Ovvero il “Mediterraneo come epicentro di frammentazione e disgregazione che investe il sistema globale, la debolezza e la dissoluzione degli Stati che hanno fatto spazio al caos, i conflitti di interesse più che di ideologia, l’incapacità di governare fenomeni che ci riguardano da vicino, come l’immigrazione, che ha finito per scoprirci egoisti, divisi e quindi deboli”. Una situazione della quale, ha osservato il presidente del Senato, “siamo tutti corresponsabili. Noi non solo siamo nel Mediterraneo ma siamo il Mediterraneo – ha concluso Grasso – siamo carne, ossa, anima, ma anche cuore che pulsa e polmone che dà ossigeno. Se noi tutti ripartiamo da Firenze, città vocata all’incontro, abbiamo fatto qualcosa di molto importante per il futuro delle giovani generazioni”.

 Scambio di doni tra il presidente del Senato Pietro Grasso e il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani. A margine della giornata di dialogo e di confronto in corso a palazzo Panciatichi, il presidente Pietro Grasso ha donato a Eugenio Giani un portagioie con rappresentato uno degli affreschi di palazzo Madama. Il presidente dell’Assemblea toscana ha consegnato a sua volta i due tomi sulle riforme illuministe di Pietro Leopoldo e una statuina in ceramica di Agnese Parronchi.

“La raccolta dei provvedimenti di Pietro Leopoldo – ha spiegato Giani ai giornalisti – contiene le riforme che portarono nel 1786 la Toscana, allora Granducato, ad essere il primo Stato europeo ad abolire la pena di morte e la tortura, aprendo così una nuova fase sulla scia dell’Illuminismo nella legislazione penale, che portò ad un maggiore rispetto della persona umana”. Nell’occasione Giani ha invitato il presidente Grasso a festeggiare a Firenze la Festa della Toscana del prossimo anno – 30 novembre 2016 – a 230 anni dalla abolizione della pena di morte nella nostra Regione.

Inoltre, a venti anni dalla dichiarazione di Barcellona, non poteva mancare un omaggio a Picasso, artista simbolo della Spagna: “Donando una delle famose picassine di Angela Parronchi, che ha attualmente una sua mostra a palazzo Panciatichi, ho inteso ricordare il programma di rapporti siglato a Barcellona – ha spiegato il presidente – passando anche dall’arte e quindi da una statuina in ceramica, forgiata dalla figlia del critico Parronchi”.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio stampa

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