“Capisco e prendo atto che si sta delegando tutta una serie di importanti funzioni al privato. Noi avevamo già fatto un’interrogazione su questo tema, in relazione però all’Oculistica, alla quale, di fatto, non ci era stata data una vera risposta. In quell’occasione si evidenziava che si sta spostando personale pubblico a lavorare nelle strutture private, peraltro già pagate, riducendo i servizi e le prestazioni offerte dal sistema sanitario regionale. In questo caso il problema è analogo. Non possiamo, dunque, che ritenerci insoddisfatti della risposta”.
Così il consigliere Paolo Sarti, Sì, ha replicato alla risposta fornita in Aula consiliare dall’assessore al Diritto alla salute, Stefania Saccardi, in merito all’interrogazione sulla riorganizzazione e la rimodulazione delle attività di ricovero dell’azienda sanitaria fiorentina a seguito dell’accordo con l’Aiop, l’associazione italiana della ospedalità privata, interrogazione che era stata firmata anche dal capogruppo Tommaso Fattori.
“Il volume economico utilizzato per fornire servizi all’azienda di Firenze potrà essere al massimo il 14 per cento rispetto al tetto complessivo assegnato alle case di cura”, ha affermato l’assessore Saccardi. Che in risposta alle domande contenute nell’interrogazione, ha aggiunto che “il nuovo accordo contrattuale è di importanza strategica in quanto intensifica il governo dell’azienda sanitaria fiorentina sulle attività delle case di cura nell’ottica dell’integrazione e della complementarità” e che “circa l’ipotizzato scadimento della qualità delle prestazioni, l’attività è svolta da chirurghi dell’azienda sanitaria secondo le procedure aziendali”. Secondo la Saccardi, inoltre, “con questo accordo si rafforza e si ottimizza la collaborazione con le strutture private convenzionate” che di conseguenza “sono ancor più integrate e complementari al servizio sanitario regionale”.
Nell’interrogazione promossa dai consiglieri di Sì, oltre ad affermare che “l’operazione si innesca nel processo di apertura del sistema sanitario toscano al cosiddetto doppio pilastro in cui pezzi importanti della sanità pubblica verranno coperti dalla sanità integrativa”, si chiedeva se “si è provveduto a un’adeguata valutazione del rapporto tra costi e benefici”.
Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio stampa
