Il Consiglio regionale ha respinto una mozione presentata dai consiglieri del gruppo Lega Nord Manuel Vescovi, Jacopo Alberti,Alberto Casucci ed Elisa Montemagni per conservare nei moduli di accesso ai servizi regionali per le famiglie con figli minori, la dicitura “padre” e “madre” e prevedere la firma congiunta. In questa prospettiva si esprime “sincero apprezzamento” per la Giunta di Arezzo, che ha ripristinato tale indicazione, sostituita da “genitore 1” e “genitore 2”.
E’ stata Elisa Montemagni ad illustrare il testo. “Ci indigna particolarmente – ha osservato – che queste due figure fondamentali possano essere cancellate”.
Per Paolo Sarti (Si) la scelta del comune di Arezzo “è un passo indietro lungo il cammino che deve portare alla tolleranza, ad un’apertura verso altre realtà”. A suo parere la società è sempre più avanti della legislazione. Da qui il voto contrario del gruppo.
Secondo Alberto Casucci “occorre partire dal dato incontestabile che tutti, su questa terra, siamo stati generati da un uomo ed una donna”. “Nessuno può sentirsi discriminato dalle diciture ‘padre’ e ‘madre’ – ha aggiunto – La sostituzione è un impoverimento, non certo un arricchimento”.
“Non possiamo chiudere gli occhi di fronte alla realtà. Le coppie di fatto esistono – ha dichiarato Monia Monni (Pd), motivando il voto contrario del gruppo – Usare un termine generico non toglie diritti alla famiglia tradizionale, ma ha la delicatezza di prendere atto che in quelle scuole possono esserci dei bambini che semplicemente un padre ed una madre non ce l’hanno, ma hanno comunque dei genitori”.
Dalla sua dichiarazione di voto si è dissociato Paolo Bambagioni (Pd), sottolineando che la legislazione attuale non prevede la possibilità di adozione per le coppie omosessuali. “Non abbiamo una legislazione organica in materia – ha osservato – Si vuole sollecitare l’avvio di un percorso. Quando le cose devono cambiare si deve partire dalle leggi, dalla Costituzione”. Per questo ha annunciato il suo voto favorevole sulla mozione.
“E’ un atteggiamento sbagliato alzare su questi temi barriere ideologiche, che creano grande divisione nelle nostre comunità - ha affermatoStefano Mugnai (FI) – Nella mozione si dice semplicemente di utilizzare nei moduli quelle parole che ognuno di noi ha sempre utilizzato”.
“Stiamo parlando di una scuola, nella quale il protagonista è il bambino, non sono i genitori – ha affermato il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani – Il bambino ha diritto ad avere per riferimento la società naturale, cioè un padre ed una madre. Anch’io voterò a favore della mozione”.
Il Consiglio regionale ha quindi respinto il testo.
Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio stampa
