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Giannessi, sulla proposta della giunta regionale: “Rilancio del turismo costiero o accanimento contro le piccole imprese balneari?”

foto di archivio

Alla notizia di un possibile aumento della tassa regionale dal 25% al 100% del canone demaniale, che nella sostanza porterebbe al secco raddoppio del canone demaniale Graziano Giannessi, presidente regionale Sib, il Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio, interviene con decisione nei confronti della Giunta e dell’Amministrazione regionale paventando il pericolo che quasi tutte le imprese balneari della Toscana possano risultare inadempienti e sottoposte quindi all’invitabile e immediata decadenza della concessione.

“Nessuna tassa può essere chiesta se il soggetto è nella impossibilità di farvi fronte – afferma Giannessi - In questo modo quindi si perseguono altri fini e certamente non vorremmo che fosse un piccolo anticipo della Bolkestein. In un momento in cui le trattative con il governo avanzano sul tavolo di coordinamento per il riordino generale della materia – che comprende i canoni - una regione che entra gamba tesa sulla loro rideterminazione rischia di buttare all’aria le trattative a livello nazionale. Mentre le categorie pensano a destagionalizzare il loro lavoro chiedendo di poter rimanere aperti anche tutto l’anno, e mentre la stessa Regione auspica un incremento del turismo sul nostro territorio, quale senso può avere il raddoppio dei canoni? A questo proposito le rappresentanze sindacali del Sib, tramite la Confcommercio Toscana, hanno chiesto e ottenuto dall’assessore Ciuoffo di aprire con grande urgenza un tavolo affinché queste allarmanti prese di posizione vengano chiarite”.

Anche Riccardo Borgo, Presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari – FIPE/Confcommercio, si esprime in merito:“Sorprende e stupisce che la Giunta regionale della Toscana, tradizionalmente attenta alle problematiche delle imprese balneari, preveda, nella proposta della legge di stabilità 2016, l’aumento dell’aliquota regionale sulle concessioni demaniali dall’attuale 25 al 100%”.

“In un momento in cui i Sindacati di categoria si siedono al tavolo con il Governo - continua Borgo - per la stesura del provvedimento legislativo che dovrà portare ad una riforma organica della materia e delle modalità di calcolo del canone demaniale, non se ne capisce la logica e, soprattutto, l’opportunità”.

Nello specifico dei canoni è nota la necessità di superare l’attuale norma per un nuovo e diverso sistema di calcolo che tolga di mezzo l’aberrazione dei valori OMI, (che sta portando, anche in Toscana, non poche imprese sull’orlo della revoca della concessione), e che, con un’ imposta regionale del 100%, allargherà in maniera esponenziale il numero delle imprese che non saranno più in grado di pagare canoni sproporzionati. E' necessario giungere ad un sistema più equilibrato che consenta un gettito adeguato e un canone sopportabile per tutte le imprese.

Le tasse che si chiedono ai cittadini ed alle imprese devono avere una primaria condizione: quella che il cittadino e l’impresa siano, comunque, in grado di pagare.

Se una autorità non rispetta questo principio rischia, come in questo caso, di portare molte imprese alla morte. Non vorremmo che fosse un diverso e anticipato modo di applicazione della Bolkestein!

“Chiediamo un pronto ripensamento della Giunta Toscana - conclude Borgo - e invitiamo responsabilmente il Consiglio regionale, che comunque sarà chiamato a votare la legge, a cancellare un provvedimento sbagliato.

Percorreremo tutte le strade per salvare le imprese, seguiremo attentamente l'evolversi della situazione a livello nazionale, regionale e locale mettendo da subito in allarme i concessionari della Toscana”.

Fonte: ConfCommercio Toscana

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