Tra atti di permuta, preintese e accordi, dal 2009 al 2015, cambiano la proprietà della Fortezza da Basso e le quote azionarie di Firenze Fiera Spa. Ma perché la Regione ha deciso di cambiare strategia? Perché di fronte alla volontà di Comune e Provincia di non onorare gli impegni si è proceduto a impegnare risorse pubbliche? Quali azioni sono state intraprese nei confronti di Firenze Fiera che non ha iniziato gli investimenti dovuti? Non sarebbe il caso di predisporre clausole penali per evitare che i recenti accordi siano nuovamente disattesi? Questi in sintesi i punti della interrogazione di Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia), sulla recente revisione del nuovo schema di accordo, del 28 settembre 2015, nel quale Regione, Provincia e Comune prendono atto “dell’impossibilità di procedere con l’attuazione dell’accordo del 2010 per quanto riguarda l’obiettivo del riequilibrio delle quote azionarie di Firenze Fiera Spa e concordano di rinunciare al compimento delle operazioni previste per conseguire detto obiettivo, liberandosi reciprocamente degli impegni presi al riguardo”.
L’assessore regionale Vittorio Bugli, ripercorrendo gli eventi, ha chiarito che la Regione ha provveduto a pagare la quota immobiliare pressoché interamente, non altrettanto hanno fatto Provincia e Comune. Il riequilibrio delle quote avrebbe dovuto subire un percorso parallelo, ma così non è stato. Da qui la rimessa in discussione di tale riequilibrio e la decisione di uscire gradualmente dalla gestione, puntando sugli investimenti. La Camera di Commercio, già socia di Firenze Fiera, ha intanto manifestato l’intenzione di entrare nella proprietà e di finanziare gli investimenti. “Gradualmente usciamo dalla gestione – ha sottolineato l’assessore – rimaniamo proprietari e facciamo investimenti”.
Per Giovanni Donzelli “c’è un problema di pessima gestione del denaro pubblico: gli investimenti non sono stati fatti e si parla con semplicità di revisione dell’accordo, regalando soldi ad un privato”.
Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio stampa
