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Fondazione Don Gnocchi, l'USB: "Pagano ancora i lavoratori"

Era certo! Quando due anni fa è stato firmato un accordo che tagliava pesantemente il salario delle lavoratrici e dei lavoratori della Fondazione Don Gnocchi e che “regalava” lavoro gratuito, si diceva che i sacrifici sarebbero serviti ad evitare ben più gravi conseguenze sul piano occupazionale.

Si è richiamato anche lo spirito di solidarietà, in un luogo di lavoro che ancora gode dell'aura di attività benemerita, si è abusato del nome del suo fondatore e si sono chiusi gli occhi sulla mutazione genetica in corso e sulla ormai chiara “vocazione” profit della Dirigenza. Per i lavoratori e i pazienti lo spirito caritatevole,  per i manager i risultati! Ancora oggi non sono noti i dati veri di bilancio, ma solo generiche dichiarazioni di oneri finanziari insostenibili: da dove arrivano, chi li ha provocati, quanti sono ? Una cosa è certa. Non sono i lavoratori e il costo del lavoro i colpevoli, anzi, a causa anche dell’ultimo accordo, essi hanno prestato più lavoro, si sono intensificati i ritmi quasi come fossimo in catena di montaggio, l'assistenza viene contabilizzata allo stesso modo dei costi di produzione in fabbrica. La vicenda della Fondazione Don Gnocchi, alla pari di altre pesanti situazioni come quella della Fondazione Maugeri, è il frutto di scelte politiche a favore del privato compiute in questi anni sia a livello ministeriale che a livello delle Regioni. Quanto fiume di denaro sia uscito dal sistema di cura per remunerare appetiti di dirigenti e politici reciprocamente compiacenti è noto e se ne è perso quasi il conto; quanto ne stia ancora uscendo è cronaca di questi giorni con gli arresti “eccellenti” in Lombardia. Forse qualcuno a livello sindacale, anche perché non del tutto indipendente da interessi di carattere politico, si è illuso di poter governare i processi di sostanziale privatizzazione con il consenso rassegnato dei lavoratori, dicendo ogni volta che si perdeva qualcosa che era sicuramente l'ultima. Lo si dice anche adesso, quando è del tutto evidente che aver abbandonato la difesa ad oltranza dei diritti dei lavoratori,  li ha privati di tutela. Si grida all'arroganza della Fondazione..., ma perché erano buoni quando hanno preteso 80 ore di lavoro gratuito esigibile? Erano messaggeri di pace quando minacciavano in alternativa  i licenziamenti? Non è tempo di trattative al ribasso, né di ulteriori mediazioni! Fondazione Don Gnocchi deve ritirare la disdetta del CCNL e ripristinare tutte le condizioni di lavoro e di trattamento economico in vigore prima dello scellerato Accordo,  per questo USB ha già presentato una formale diffida. La Dirigenza che ha portato Fondazione in queste condizioni deve lasciare e se del caso pagare. Chi non deve più pagare sono i lavoratori e gli utenti!

                                                                                                                      USB Don Gnocchi

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