Tanti lavoratori toscani di CNA hanno partecipato stamani al presidio a Firenze di fronte alla sede, in occasione dello sciopero indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil Toscana. Un'agitazione dovuta al fatto che le CNA della Toscana, senza dichiararne le motivazioni, hanno comunicato ai sindacati la disdetta del contratto di lavoro applicato (Terziario) e che dal 1° gennaio 2016 verrà applicato invece il contratto dei Grafici artigiani. Questa operazione provocherà una pesante riduzione salariale (fino a 2.500 euro in meno l'anno) e normativa, ma sopratutto il disconoscimento delle mansioni e della professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori, vero valore dell'Associazione.
“E' un atto molto grave volto, in realtà, a far pagare il costo della crisi e delle difficoltà delle CNA alle lavoratrici e ai lavoratori, che sono invece il valore aggiunto, la colonna portante dell'Associazione, come ben sanno gli associati CNA. Le lavoratrici e i lavoratori e le Organizzazioni Sindacali hanno sempre affrontato tutte le problematiche di equilibrio economico che in alcuni territori vengono poste, ma chiedono il rispetto del proprio lavoro attraverso il mantenimento del CCNL del Terziario”, hanno detto i sindacati, che sulla questione chiedono un incontro alla Regione e intendono organizzare un confronto coi soci di CNA, mentre il 16 novembre è previsto un nuovo sciopero.
Sulla vicenda del contratto di Cna in Toscana i sindacati chiedono un incontro alla Regione e intendono organizzare un confronto coi soci dell'associazione: questo il messaggio lanciato oggi da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil che sono scese in piazza a Firenze coi lavoratori Cna per un presidio di tre ore, culminato in un volo di palloncini rossi di fronte alle finestre della sede regionale dell'associazione. Cna ha comunicato ai sindacati la disdetta del contratto di lavoro del terziario, attualmente applicato, in favore del contratto dei grafici artigiani da inizio 2016.
L'associazione ieri ha dichiarato che i lavoratori avranno il mantenimento delle medesime condizioni economiche e di inquadramento contrattuale, ma i sindacati sostengono che ci sarà una riduzione salariale fino a 2.500 euro in meno l'anno, oltre alle diversità nella parte normativa. "C'è un abbassamento totale della professionalità", accusano i sindacati.
