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Regolamento comunale sulla modalità di affidamento degli impianti sportivi: FdI vota no

Elena Bardelli

Per la terza volta, integrato e modificato da emendamenti vari, è tornato in Consiglio Comunale per essere approvato il Regolamento per la "Promozione della cultura e della pratica delle attività sportive e ludicomotorie-ricreative e modalità di affidamento di impianti sportivi". Pur migliorato rispetto alla prima versione, tuttavia a nostro avviso il documento rimane incompleto e in alcuni punti generico e approssimativo. Compito dei regolamenti comunali, che costituiscono l'attuazione e l'applicazione alle singole realtà locali degli indirizzi generali contenuti nelle leggi regionali e nazionali, è quello di disciplinare determinati ambiti e i relativi comportamenti degli attori coinvolti; per questo devono essere formulati nel modo più chiaro, completo ed esauriente possibile, senza dare adito a interpretazioni diverse o cercando comunque di ridurle. Non devono essere vaghi, altrimenti non servono a niente oppure si prestano soltanto ad essere interpretati a proprio piacimento da gruppi o soggetti singoli: tanto varrebbe allora non redigere alcun regolamento e rimandare direttamente alla normativa regionale e nazionale di riferimento. Il testo presentato risulta mancante di parti indispensabili secondo noi per un buon funzionamento della gestione degli impianti sportivi. Manca interamente la parte illustrativa e normativa della concessione in uso delle strutture: non solo l'affidamento in gestione a terzi ma anche l'utilizzo a titolo gratuito o meno concesso a istituti scolastici o a società sportive, enti, organizzazioni e a privati necessita di essere appositamente disciplinato per evitare che l'Amministrazione Comunale o i gestori degli impianti agiscano per libera iniziativa, a seconda del momento, della situazione, dell'opportunità e della convenienza. Le regole sono garanzia per tutti e la loro applicazione trasparente è l'unicostrumento per tutelare i diritti di ciascuno e rispettarne, dove previsto, le priorità. Non vengono specificati invece in questo caso le modalità di richiesta dell'utilizzo, i criteri di assegnazione, le  responsabilità degli assegnatari. È assente anche la parte relativa alle sanzioni per chi utilizza le strutture: l'Amministrazione ha il dovere di elencare gli atteggiamenti da evitare e di esigere le relative sanzioni, che per i principio della trasparenza sarebbe opportuno quantificare per ogni tipo di infrazione. I punti trattati in modo sbrigativo e sommario riguardano i canoni ricognitori minimi e il contributo economico massimo che il Comune intende elargire a sostegno della gestione: la Giunta ha fatto la scelta di indicare la cifra solo nel testo del bando: a nostro avviso, sempre per lo stesso principio, visto che la legge regionale non lo impedisce (l.r. 21/2015, art.15, punto h), i relativi importi dovrebbero  essere calcolati per ogni impianto e indicati nel regolamento. Il documento quindi non disciplina; anzi, grazie alla sua incompiutezza e vaghezza (volute o inconsapevoli?) lascia sicuramente eccessiva libertà di iniziativa e di comportamento sia all'Amministrazione che ai gestori degli impianti, negando la finalità e la ragione di esserci dei regolamenti comunali. Per questo il nostro voto è stato dichiaratamente contrario.
Elena Bardelli, Consigliere Comunale FdI-AN

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