Non c’è più sicurezza in città, dobbiamo prenderne atto, alla luce degli ultimi episodi di cronaca e delle denunce dei negozianti del centro storico.
Questo dimostra senza ombra di dubbio l’inefficienza e il fallimento dell’amministrazione Biffoni.
La nostra città è insicura. Sparatorie, intimidazioni, spacciatori che lavorano indisturbati a tutte le ore del giorno.
Il centro storico di Prato sta morendo, pieno di serrande abbassate e negozi e abitazioni sfitte.
Ubriachi che bivaccano per strada e che fanno i propri bisogni dietro le auto, in mezzo alla gente. Schiamazzi, sequestro di merce avariata o mal conservata nei negozi etnici.
Dobbiamo pensare ai commercianti del centro storico che a fatica fanno quadrare i conti a fine mese, che vedono distruggere le proprie vetrine da vandali e delinquenti.
O che devono convivere a due passi dalle loro vetrine con orde di abusivi che vendono merce illegale. Gli extracomunitari la fanno da padroni, ormai il centro è diventato di loro proprietà.
Scene da film noir che dimostrano la totale latitanza del sindaco. È ora che Biffoni prenda coscienza del peggioramento della sicurezza in città e adotti tutte le misure necessarie per garantire ai cittadini pratesi una vita decorosa e tranquilla.
I pratesi sono stufi di vivere nella paura, sono stufi di tutto questo degrado.
Noi della Lega Nord riteniamo tutto questo intollerabile e ingiusto verso i cittadini pratesi! Chiediamo al sindaco Biffoni più impegno diretto e concreto e meno passerelle ai tavoli partecipativi.
La gente onesta, i pratesi devono nuovamente potersi sentire sicuri nelle proprie case e per strada e non lasciati in balia dei criminali senza neppure il diritto di difendersi.
E per capire come si è ridotta la nostra città basta leggere la cronaca di un’ordinaria giornata di delinquenza, è un grido d’aiuto che dobbiamo ascoltare.
Dobbiamo restituire ai pratesi le motivazioni per non abbandonare il cuore pulsante della nostra città; non possiamo più rimanere inermi davanti a questi atti di enorme gravità sociale. Non vogliamo più essere bersaglio della criminalità, pretendiamo risposte dal sindaco.
Non vogliamo più sentir dire “ cara Prato non ti riconosco più”.
Patrizia Ovattoni
Segretario Provinciale
