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Cava di Bucciano, M5S d'accordo sulla risposta del Comune. Obiettivo: salvaguardare l'ambiente

Vittorio Gabbanini (foto gonews.it)

Una risposta esaustiva quella che l’amministrazione comunale ha riportato martedì 13 ottobre in consiglio comunale, all’interrogazione presentata dal Movimento 5 Stelle sul rischio di apertura di una Cava in località Bucciano. Secondo quanto richiesto dai grillini, al centro della polemica c’è il presunto mancato intervento del Comune di San Miniato nel ricorso al TAR e la necessità di capire se c’erano state delle revisioni sulle mappe tartufigene, rispetto quanto stabilito dalla sentenza, insieme alla posizione che l’ente della Città della Rocca avrebbe assunto nel caso in cui fosse stato dato il via libera alla costruzione di una cava il località Bucciano.

“La vicenda è iniziata nel 2010, quando un cittadino ha presentato un’istanza per l’inserimento dei propri terreni agricoli in località Bucciano nel PAERP (piano Attività Estrattive e Recupero della Provincia di Pisa) – spiega il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini -. A quel punto l’allora giunta provinciale ha avviato un procedimento di verifica di assoggettabilità a valutazione ambientale strategica (VAS), al quale, nel 2011, è seguita la convocazione della Conferenza dei servizi. A questo punto è intervenuto il Comune di San Miniato”. L’amministrazione presenta un parere nel quale chiede di rivedere la pianificazione delle cave in quella valle e, per quanto di competenza del territorio comunale, di togliere la previsione che era stata fatta proprio su quell’area.

“C’erano zone vincolate (aree tartufigene, aree di crinale e vincoli idrogeologici) in tutti i terreni che erano interessati da quella previsione e nell’intera valle – spiega ancora il sindaco -. Inoltre, il Piano doveva avere anche una maggiore definizione per quanto riguarda gli impatti sull’ambiente nelle aree poste oltre il confine amministrativo: la loro vicinanza avrebbe potuto avere ricadute ambientali negative anche sul nostro territorio”. La Provincia di Pisa ha accolto in parte il contributo presentato dal Comune: ha escluso il sito di Bucciano, ma ha mantenuto le zone di confine, i siti nella Valle di Barbinaia (Comune di Palaia). Dopo l’approvazione del Piano, il cittadino ha presentato ricorso al TAR e il 5 luglio 2013 ha accolto la sua richiesta e annullato il provvedimento impugnato.

“Come Comune non siamo intervenuti in primo grado perché non siamo stati chiamati, né dalle parti, né d’ufficio dall’autorità giudiziaria e aggiungo che di tale giudizio non siamo stati informati neppure in via ufficiosa. Abbiamo saputo del contenzioso solo una volta emesso il provvedimento e di conseguenza non abbiamo avuto esitazione a ad appellarlo al Consiglio di Stato”, precisa il sindaco. In ogni caso le motivazioni portate nella sentenza, richiamano presunte carenze dello strumento urbanistico comunale nell’individuazione delle aree tartufigene che, a giudizio del TAR, riguarderebbero l’intero territorio agricolo comunale e non le aree di effettiva produzione.

“Questa valutazione non ci ha convinto – prosegue il sindaco – perché in realtà lo strumento urbanistico comunale, secondo quanto prevedono le norme regionali per il governo del territorio, è composto dal Piano Strutturale e dal Regolamento Urbanistico, ognuno con proprie caratteristiche e finalità, perciò il fatto che la sentenza abbia limitato la valutazione al solo regolamento urbanistico non è apparsa del tutto condivisibile”. Le motivazioni ostative all’individuazione del sito di cava a Bucciano da parte del Comune e della Provincia, non si limitavano solo alla presenza di aree tartufigene correttamente rappresentate o meno dal Regolamento urbanistico. “Nella Conferenza dei Servizi del 2011, evidenziammo che l’area è interessata anche dal vincolo idrogeologico e dalla presenza di aree di crinale tutelate dal punto di vista paesaggistico e ambientale – precisa il sindaco -, elementi che ne impedivano trasformazioni rilevanti quali l’apertura di una cava”. Nella sentenza del TAR questi elementi non sono stati richiamati, risultando rilevante soltanto la carenza di rappresentazione grafica delle aree tartufigene nel Regolamento Urbanistico, oltre ad altre carenza procedimentali della Provincia di Pisa, come la mancata partecipazione alla consultazione da parte del ricorrente.

“Con il secondo Regolamento urbanistico (marzo 2014) si è posto rimedio a questa carenza sia nelle norme di attuazione, sia nella cartografia di piano – precisa il sindaco -. Sono state ulteriormente rafforzate le norme a tutela paesaggistica in modo che, non solo l’apertura di una cava, ma qualunque modifica sostanziale all’attuale stato dei luoghi, risulterebbe non conforme allo strumento urbanistico comunale e quindi è vietata – e conclude -. L’amministrazione comunale intende salvaguardare ancora di più la natura e il paesaggio di questi luoghi, preziosi per la presenza di tartufi, ma anche ricchi di storia e di cultura, straordinaria risorsa di un territorio come quello toscano apprezzato in tutto il mondo”.

“Col nuovo Regolamento Urbanistico – ribadisce l’Assessore Giacomo Gozzini – l’amministrazione comunale mette fine, in via definitiva, a quella sciagurata ipotesi di apertura di una nuova cava in località Bucciano che a seguito di una pronuncia sfavorevole della giustizia amministrativa, sembrava potersi profilare nel territorio di San Miniato. Con questa scelta il Comune di San Miniato ha esplicitato ancora meglio quella che da sempre è stata la sua ferma linea politica sulla vicenda, ossia una netta e chiara ostilità al progetto delle cave e un aperto sostegno alle istanze di cittadini e operatori del turismo e della filiera del tartufo preoccupati per la possibilità di vedere una vale oggi incontaminata, domani distrutta da una iniziativa che in quel luogo non ha assolutamente ragione di esistere”.

Fonte: Comune di San Miniato - Ufficio Stampa

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