Entrano nel vivo i lavori della commissione d’inchiesta sulle responsabilità politiche ed istituzionali nella vicenda Forteto presieduta da Paolo Bambagioni (Pd). Nel corso della seduta di oggi, lunedì 12 ottobre, sono stati ascoltati l’ex magistrato minorile Andrea Sodi, il presidente dell’ordine degli avvocati di Firenze Sergio Paparo e l’ex responsabile dell’Unità funzionale per la Salute Mentale di Infanzia e Adolescenza della Asl 10 per la zona MugelloMarino Marunti.
L’avvocato Paparo, presidente dell’ordine dal 2010 e consigliere dal 2002, ha chiaramente dichiarato di “non aver mai ricevuto pressioni da parte di soggetti riconducibili alla comunità del Forteto” e di aver speso parole, anche in forma di lettera, per “ristabilire il principio, pur nel rispetto del diritto all’informazione, che i processi si fanno in tribunale”. In merito ai rapporti con l’avvocato Lorenzo Zilletti, difensore di Rodolfo Fiesoli, il presidente dell’ordine ha chiarito di “non aver mai avuto alcun rapporto con lui sul caso Forteto”.
Secondo quanto dichiarato da Marunti “se si vuole capire il meccanismo del Forteto, occorre partire dalla sentenza di Strasburgo. Persone che hanno determinato la condanna dell’Italia – ha affermato – non solo non sono state rimosse, ma in qualche caso hanno ricevuto premi di produttività e hanno fatto carriera”. Nel corso del suo intervento, l’ex dirigente Asl ha ricordato come la cooperativa fosse “struttura non accreditata. Non era nemmeno una famiglia e tutti lo sapevano”. Marunti ha inoltre parlato di “sensazioni discordanti riguardo alla cooperativa. Per alcuni era un modello buono”, ha detto, concludendo di non aver “mai proceduto ad affidamenti”. A seguito delle dichiarazioni dell’ex funzionario, la commissione indagherà per sapere “perché le persone che hanno causato la condanna del Governo italiano non siano state censurate” e se abbiano “ricevuto premialità”.
Il colloquio con l’ex pm minorile Andrea Sodi è stato definito da tutti i consiglieri una “testimonianza surreale”. “Le sue dichiarazioni – è stato il commento concorde al termine dei lavori – hanno messo in imbarazzo tutta la commissione”. Sodi ha più volte risposto a precise domande dei consiglieri di non aver letto alcuna sentenza, “né quella di Strasburgo né l’ultima” relativa al Forteto. In merito, non ha voluto esprimere valutazioni, affermando solo in più occasioni che “le decisioni le prendono i giudici”. Ha ribadito di aver “frequentato la cooperativa almeno una volta a settimana, intrattenendomi spesso a cena” e di aver continuato a frequentarla “fino al 2012”. “Avendo visto la realtà – ha spiegato ai consiglieri – avevo imparato a conoscerli e avevo stima di quello che facevano per i minori”. Sodi ha inoltre dichiarato di “non aver firmato provvedimenti di affidamento per il Forteto” e di “non aver mai subito pressioni”. (f.cio)
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
