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Lega Nord: "Il divieto d'accesso agli argini sposta il traffico pesante nelle piccole frazioni"

A seguito della decisione da parte della Provincia di Arezzo di installare nuovamente i divieti di accesso all’argine del fiume Tevere, gli abitanti delle due frazioni anghiaresi di Viaio e Motina, ma anche di Santa Croce (Sansepolcro), che dai primi anni del '900 per consuetudine passano per un piccolo tratto di argine dalla lunghezza di circa un chilometro, sono costretti a fare un giro lungo e assurdo, passando da Anghiari, per andare verso la città di Sansepolcro.

Dopo che sono stati di nuovo installati i divieti di accesso all’argine del fiume Tevere, si concentrerà nelle frazioni di Viaio e Motina il traffico di mezzi agricoli e mezzi pesanti che prima invece si ripartiva in modo equilibrato lungo l’argine del fiume, creando non pochi problemi ai cittadini e agli stessi agricoltori e portando a un maggior deterioramento del manto stradale e quindi a maggiori costi di manutenzione dello stesso per il comune di Anghiari.

La decisione della Provincia ha inoltre provocato il malcontento di tutti coloro che erano soliti praticare sport quali caccia e pesca in questa zona senza incorrere in alcuna sanzione. Dopo quasi un mese da una prima richiesta avanzata tramite posta elettronica, Lega Nord Valtiberina, condividendo le esigenze della popolazione, da anni senza risposta, torna, questa volta pubblicamente, a chiedere alla Provincia di intervenire per la messa in sicurezza di questo piccolo tratto di argine del fiume Tevere. È arrivata l’ora di porre fine a una storia che da troppo tempo vede rimbalzare le responsabilità fra i Comuni, la Provincia e l’ex Comunità Montana, causando disagi per i cittadini che sarebbero invece facilmente risolvibili.

Fonte: Lega Nord Valtiberina

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