Ci sono i corsi per non cascare nel tranello del fumo; per fare stretching in classe e non imbalsamare i propri muscoli in posizioni sempre immobili e spesso erronee; per dare a corporeità, affettività e sessualità il posto che ciascuna ricopre senza confusioni; per proteggersi dalla diffusione della pediculosi – i pidocchi – vivendo molte ore della propria giornata in gruppi e comunità. E ancora uno sulla somministrazione di farmaci e cenni di primo soccorso a scuola e un altro su un uso meditato e non maniacale dei social network.
Sono questi i temi che si trovano scorrendo l’elenco dei progetti organizzati dalla struttura dell’Azienda sanitaria di Firenze che si occupa di educazione alla salute e che verranno effettuati nel corso dell’anno scolastico nelle scuole dell’area fiorentina.
Una attività, quella dell’educazione alla salute, che ogni anno coinvolge circa 40.000 ragazzi di 1.500 classi nella scuola materna primaria e secondaria di 1° e 2° grado e tutto il contesto nel quale essi si muovono, ovvero gli insegnanti, il personale non docente, le famiglie e le reti delle loro relazioni.
Una attività che rientra nei compiti istituzionali della scuola e che, facendo propria la definizione dell’Organizzazione mondiale della salute, considera appunto la salute “uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”. Insomma una risorsa di vita quotidiana degli individui e della collettività che va guadagnata, mantenuta, promossa attraverso scelte consapevoli individuali e sociali.
Per questo la Regione Toscana, con una delibera del 2013, ha promosso nelle Asl interventi informativi, educativi e di promozione della salute, che l’Azienda sanitaria di Firenze ha declinato con la raccolta di progetti “Scuola & Salute”, in buona parte effettuati secondo i criteri della Peer Education, quella cioè in cui i docenti appartengono alla stessa famiglia dei discenti, ovvero sia gli studenti stessi, quelli più grandi, insegnano ai loro compagni di scuola più giovani solo con l’ausilio dei formatori esperti e professionali.
Nell’elenco ci sono ancora corsi dedicati ad apprendere le corrette posture per la prevenzione del mal di schiena, a conoscere i trucchi per evitare gli incidenti a scuola e negli ambienti domestici, a scoprire le regole per una buona convivenza con cani, gatti e altri gli animali che condividono con noi l’ambiente urbano. Oppure per mangiare avendo rispetto del palato ma anche dello stomaco, dell’intestino e di quanto loro mandano in circolo; per sapere quand’è il momento di chiamare il 118 e cosa fare in attesa che arrivi l’autoambulanza. C’è un corso che si intitola “Uomo cuore” e tratta il rapporto esistente tra cuore ed emozioni e tra scienza e arte, uno sulle donazioni degli organi, uno su cosa fare quando si sta vicino a qualcuno che ha perso una persona cara e sta elaborando il lutto, uno per non aver paura e non offendere o discriminare chi ha un problema di salute mentale.
Le scuole intenzionate ad organizzare corsi di educazione alla salute hanno tempo fino al 15 di ottobre per presentare la scheda del loro progetto all’apposita struttura dell’Azienda sanitaria di Firenze (Direzione Educazione alla salute, via San Salvi 12, e-mail educazione.salute@asf.toscana.it) che si occupa appunto di sensibilizzare, informare e far crescere la conoscenza del proprio corpo, del come farlo star bene, del come coltivarlo con cura e amore.
Fonte: Ufficio Stampa - Azienda Sanitaria di Firenze
