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Federmanager Toscana, confronto aperto tra i seniores

Pronti a far valere i propri diritti contro il blocco della perequazione delle pensioni e contemporaneamente disponibili a spendersi a vantaggio del Sistema Paese, mettendo a disposizione dei giovani e delle PMI competenze e know-how di elevato valore. È questo il ritratto dei manager in quiescenza che emerge dall’incontro Pensioni dei Dirigenti, oggi e domani: scenari prevedibili organizzato da Federmanager Toscana, organizzazione che rappresenta i manager dell’industria.

“Dobbiamo evitare che si crei un conflitto tra i diritti acquisiti della generazione senior ed i nuovi diritti che stanno emergendo nella società, come quelli degli esodati e dei giovani” spiega il Presidente Federmanager Toscana Valter Quercioli. “L’evento nasce per stimolare un dibattito propositivo all’interno della categoria, utile a individuare soluzioni atte a risolvere i contemporanei dilemmi intergenerazionali. Inoltre non va dimenticato che i manager contribuiscono già in modo sostanziale alla redistribuzione delle risorse: i contribuenti con redditi medio-alti, superiori a 50.000 euro lordi/annui e pari a circa il 10% del totale, pagano il 51% del gettito IRPEF”.

Giorgio Ambrogioni, da luglio Presidente della Cida, confederazione che riunisce i dirigenti e le alte professionalità di tutti i settori socio produttivi, pubblici e privati, spiega che è necessario lavorare a livello politico per far percepire il dirigente come soggetto disposto a contribuire alla risoluzione dei problemi del Paese e non come soggetto chiuso in un’autoreferenzialità egoistica. “Vogliamo dimostrare che i manager sono una risorsa non solo per le aziende e le organizzazioni private e pubbliche ma per il Paese intero. I seniores detengono un patrimonio di competenze chiave che devono essere trasmesse ai giovani, per favorirne l’inserimento in azienda, ma anche alle PMI, ancora restie a dotarsi di competenze manageriali”.

Sul piano politico, la Cida sta lavorando contro l’iniquità sociale creata dal blocco della perequazione delle pensioni. Ambrogioni annuncia che sono stati presentati alcuni ricorsi contro il decreto legge n. 65 del 21 maggio 2015 che ha interpretato in modo restrittivo la sentenza della Corte Costituzionale del 30 aprile scorso che aveva sancito l’illegittimità costituzionale del blocco della perequazione automatica per gli anni 2012-2013 per i trattamenti pensionistici di importo superiore a tre volte il minimo INPS.

Plaude alla decisione di perseguire la via giudiziaria, Mino Schianchi, Presidente del Coordinamento Gruppi Pensionati Federmanager. “La spesa pensionistica effettiva in Italia, pari al 10,7% del PIL, è allineata alla media europea. Quel che varia è il trattamento fiscale delle pensioni: mentre negli altri Paesi europei, a parità di reddito, i pensionati pagano imposte in misura inferiore ai dipendenti, in Italia non è così. Il prelievo fiscale cui è soggetta una pensione italiana pari a tre volte il minimo INPS è doppio rispetto a quello spagnolo, triplo rispetto a quello inglese, quadruplo rispetto a quello francese. Non a caso sempre più pensionati italiani emigrano all’estero, Germania e Spagna in primo luogo, per poter pagare meno imposte sulla pensione da loro percepita”.

Fonte: Ufficio Stampa

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