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Di scena la sfilata anti-contraffazione. Toscana la regione più a rischio

È andato in scena oggi a La Casa delle Eccellenze (l'angolo Expo della città promosso da Camera di Commercio e realizzato da Promofirenze, con il patrocinio di Milano Expo 2015, Regione Toscana e Comune di Firenze che, fino al 4 ottobre, ospita i maestri artigiani di Confartigianato), la Campagna anti contraffazione e per la tutela del made in Italy NO FAKES, organizzata da Confartigianato con l’Osservatorio Anti Contraffazione della Camera di Commercio di Firenze.

Erano presenti Gianna Scatizzi, presidente di Confartigianato Imprese Firenze; Sonia Menaldi, funzionario di Camera Di Commercio di Firenze; Elio Covino, rappresentante della Polizia Municipale del Comune di Firenze all’interno dell'Osservatorio Anticontraffazione; Damiano Sposato, rappresentante della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli all’interno dell’Osservatorio Anticontraffazione; Massimo Machiavelli, presidente Pellettieri Confartigianato Toscana; Niccolò Giannini, presidente Pellettieri Confartigianato Firenze; gli studenti dell’Istituto Tecnico Superiore dell’eccellenza nel made in Italy MITA che hanno posto domande sul tema agli esperti ed esponenti delle forze dell’ordine presenti.

“Una piaga che colpisce duro anche sul nostro territorio quella della contraffazione – ha dichiarato Scatizzi. Basti pensare che il fenomeno ha provocato in Toscana, dal 2008 al 2013, un danno accertato di 300,2 milioni di euro: il2% del valore aggiunto manifatturiero della regione(15.005 milioni di euro) ma è una stima a minore, considerato che è calcolato solo su ciò che è stato sequestrato, e non su ciò che è rimasto sommerso”.

I 10 settori in cui in Italia si polarizza il fenomeno della contraffazione, esponendo le imprese artigiane manifatturiere che vi lavorano a forte rischio di concorrenza sleale, sono: tessile, abbigliamento, articoli in pelliccia, articoli in maglieria, cuoio-borse-pelletteria e pellicce, calzature, gioielleria, giocattoli, profumi e cosmetici e occhialeria. E il rischio maggiore del paese è localizzato proprio in Toscana che ha il 42,4% delle proprie imprese manifatturiere attive proprio in questi settori, contro una presenza media nazionale del 19,7%.

E Toscane sono anche 5 delle 26 province più esposte al rischio contraffazione in Italia: Prato che, con 4.016 imprese artigiane esposte, pari al 79,6% del manifatturiero della provincia, è la provincia più a rischio d’Italia, Firenze che, con 4.390 imprese, pari al 48,4%, è la 3° provincia più in pericolo, Arezzo con 1.667 imprese esposte, pari al 48,3% (la 4° provincia), Pistoia con 1.070 imprese esposte, pari al 40,3%, (5° provincia), Pisa con 960 imprese esposte, pari al 33,9% (8° provincia).

Le soluzioni alla piaga per Confartigianato non passano solo dall’attività repressiva. “I controlli sono sacrosanti, ma devono essere affiancati anche da altre azioni – ha dichiarato Niccolò Giannini, presidente dei pellettieri di Confartigianato - Tra queste la definizione di un vero Made in Italy: chiaro, preciso e non aggirabile dal punto di vista normativo, come invece consente di fare la legislazione oggi vigente che, infatti, permette di effettuare l’80% della lavorazione all’estero (specie Bulgaria, Romania e Cina) per poi essere terminata in Italia ed essere marchiata come Made in Italy, consentendo anche ad aziende estere di sfruttare il prestigio che la denominazione fatto in Italia attribuisce loro. Non deve essere una denominazione di cui ci si può appropriare con la localizzazione in Italia di poche fasi della lavorazione (imballaggio compreso), ma un indiscutibile attestato di alta qualità attribuibile solo con una produzione che si svolga internamente, dalla A alla Z, sul territorio italiano”.

Ha chiuso l’evento una sfilata di moda in cui le modelle, che indossavano capi ed accessori autentici e falsi, si sono spogliate, al termine della passerella, degli indumenti contraffatti, valorizzando il solo e autentico Made in Italy.

Fonte: Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Firenze

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