Ecco una testimonianza dell'iniziativa #lacosagiusta promossa dal Gruppo PD in consiglio regionale e a cui Antonio Mazzeo ha partecipato incontrando alcuni migranti nella sede provinciale della Croce Rossa Italiana a Pisa.
Di seguito il racconto della testimonianza raccolte che andrà a comporre, insieme a quelle raccolte dagli altri consiglieri, un ebook proprio dal titolo #lacosagiusta con alcune delle migliori esperienza del modello di accoglienza in Toscana.
Adam Mohamed
Adam Mohamed aveva appena 20 anni quando è partito dal Ciad. E un unico obiettivo, un’unica fortissima volontà. Attraversare il mare per coltivare il sogno di costruirsi un futuro. “Volevo crescere, studiare, trovarmi un lavoro, costruirmi una famiglia. Semplicemente, volevo vivere la mia vita. E per farlo dovevo scappare dalla guerra”. Anni di sofferenza e di paura, poi la decisione. “Dovevo partire. Dovevo farlo”.
Adam è arrivato a Pisa insieme ai suoi connazionali Mohamed Ali Saleh, Adam Jibril Mohamed, Ali Jousuf e al malese Aboudun Keita nell’agosto del 2011. Fuggiti dalla Libia, stipati su un barcone che quasi per miracolo ha raggiunto Lampedusa, poi trasferiti a Pisa nella prima fase di quel percorso di accoglienza diffusa messo in piedi dalla Toscana. Lì hanno trovato accoglienza nei locali della Croce Rossa Italiana dove li ho incontrati insieme al presidente Antonio Cerrai e l’assessore al sociale del Comune Sandra Capuzzi. Mi hanno raccontato del loro arrivo, della volontà di integrarsi a partire proprio da quella realtà che li aveva accolti e nella quale hanno iniziato subito a frequentare il Corso Base di accesso alla CRI, per poter diventare volontari. E’ quello che fanno ancora oggi. Un aiuto vero alla comunità che li ha accolti. Quello è stato il primo passo, poi sono arrivati i tirocini formativi retribuiti con la Provincia di Pisa, nello svolgimento dei servizi quotidiani di accompagnamento disabili in città e nei comuni limitrofi.
E così l’accoglienza piano piano si è trasformata in integrazione vera. Mi hanno raccontato che Ali ha momentaneamente sospeso il tirocinio per tornare a trovare la sua famiglia mentre gli altri quattro abitano oggi in una casa che sono riusciti a prendere da soli in affitto a Cisanello. Non solo. Adam si è iscritto a un percorso di studi universitari frequentando dapprima un corso presso la Scuola Sant’Anna, dove ha sostenuto 7 esami, e quindi iscrivendosi all’Università di Pisa presso il Dipartimento di Ingegneria Chimica dove ha presentato una richiesta di partecipazione al programma Erasmus. “Spero davvero che la accolgano, sarebbe un’altra fantastica esperienza da vivere”. E’ il suo sogno che continua e qui ha trovato la possibilità di coltivarlo.
Insieme a loro, però, ho voluto incontrare anche un altro gruppo di migranti. Se Adam e i suoi compagni sono stati tra i primi ad arrivare a Pisa, loro sono stati tra gli ultimi. Sono arrivati da Lampedusa da pochi giorni. In Comune hanno quel viaggio attraverso il mare, ma se negli occhi dei primi c’è consapevolezza e determinazione, in quelli dei secondi c’è ancora smarrimento e “paura”. E’ per questo che ho pensato fosse bello mostrargli un esempio bello, vero e positivo della speranza che può dar loro la Toscana. E ho pensato che fosse giusto fargli capire davvero che qui possono costruirsi un presente e un futuro. Stasera alla Festa de l’Unità provinciale a Buti saranno protagonisti di una partita di calcio contro una squadra composta da amministratori locali di Pisa e dei comuni limitrofi col patrocinio dell’assessorato al Sociale di Pisa. Perché da sempre lo sport è una lingua universale che aiuta come poche altre ad abbattere barriere e inibizioni.
Sono piccoli gesti, lo sappiamo. Ma sappiamo anche che stiamo facendo #lacosagiusta e che questa è la strada da seguire. Perché è proprio partendo dai piccoli gesti che si possono ottenere i risultati più grandi. E permettere a Adam, Ali e ai tanti altri ragazzi come loro di continuare a coltivare i propri sogni.
Antonio Mazzeo, consigliere cmunale
