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Casaggì e Fratelli d'Italia: tappezzate cinquanta scuole materne ed elementari contro l'ideologia gender

"La Riforma voluta dal governo, nonostante le raccomandazioni e le minacce del Mininistro Giannini, apre la strada alla diffusione, nelle scuole, della teoria del gender. Quest’ultima, ormai affermata in molti paesi occidentali, è un’ideologia che fonda la propria essenza sulla convinzione che non esistano uomini e donne, ma comportamenti sociali in grado di stabilire – a piacimento – l’identità sessuale della persona. Questo attacco alla sessualità e ai suoi generi – maschile e femminile – è una manipolazione dell’essere umano e della sua natura, una mutazione antropologica che viene promossa dalle grandi lobby con un bombardamento mediatico e culturale". E' quanto dichiarano i militanti di Casaggì Firenze e di Fratelli d'Italia, che nella giornata di ieri hanno tappezzato cinquanta scuole elementari e materne della città e della provincia con locandine contro l'ideologia gender.

"Negli ultimi anni abbiamo assistito al tentativo, già in atto, di far scomparire i termini “madre” e “padre” dall’utilizzo quotidiano per convertirli nei più anonimi e politicamente corretti “genitore 1” e “genitore 2”: sono stati proprio alcuni istituti a cancellare queste parole dalla propria modulistica e dai libretti delle giustificazioni o a diffondere nelle scuole elementari le fiabe gay. Lo scopo ultimo di questo folle progetto, che sembra il parto di un brutto film fantascientifico, è la creazione di un uomo senza identità, amorfo e resettato, manipolabile e fluido, una pedina di quell’omologazione assoluta fondata sul pensiero unico e allineato.

È un attacco al cuore della nostra civiltà e del suo pilastro storico: quella famiglia tradizionale che rappresenta la prima cellula comunitaria della società", proseguono gli esponenti della destra fiorentina.
"Il comma 16 del testo della “Buona scuola” – in nome della lotta alla discriminazione - rimanda alla legge 119 del 2013 che, a sua volta, fa riferimento alla Convenzione di Istanbul e al decreto legge n.93. Il testo non si riferisce alla nozione classica di “sesso biologico”, ma al concetto di “ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti” e di “superamento degli stereotipi che riguardano il ruolo sociale, la rappresentazione e il significato dell’essere donne o uomini (…) mediante l’inserimento di un approccio di genere nella pratica educativa”, oltre all’assoluta necessità di “promuovere una adeguata formazione non solo alle superiori, ma fin “dalla scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione”.
"Abbiamo ritenuto nostro dovere - proseguono da Casaggì Firenze e da Fratelli d'Italia - informare le migliaia di famiglie che da domani potrebbero essere coinvolte, attraverso l'educazione scolastica dei propri figli, in questo folle progetto di sovversione della natura e dell'identità. Questa è solo la prima di altre mille battaglie".

Fonte: Ufficio Stampa

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