gonews.it

Immigrati: Bugli: "In Toscana il modello d'accoglienza diffusa funziona"

Vittorio Bugli

“Alla fine di agosto i dati forniti dal Ministero dell'Interno evidenziano che la Toscana si attesta intorno al 6 per cento del totale dei profughi (oltre 95 mila unità) presenti sul territorio nazionale. Il monitoraggio permanente dei flussi sul territorio regionale, curato dalle Prefetture, mostra come i richiedenti asilo accolti all’interno delle strutture di accoglienza straordinaria risultano essere, sempre al 31 agosto, 5mila 421 distribuiti in 402 strutture, per una media di circa 14 persone per struttura. Ciò conferma la tenuta e la sostenibilità del modello di accoglienza diffusa che abbiamo adottato sin dal 2011 e che stimola tutti a fare la loro parte per avere un equilibrio di presenze”. Così l’assessore regionale all’immigrazione Vittorio Bugli rispondendo ad un’interrogazione del consigliere Andrea Quartini (M5S) in merito ad assegnazioni e location per l’accoglienza di immigrati irregolari sul nostro territorio.

Secondo quanto riferito da Bugli, i “profughi richiedenti asilo vengono inseriti in percorsi di prima accoglienza coordinati e gestiti dalle Prefetture nella prospettiva di poter essere successivamente trasferiti nell’ambito del sistema di protezione nazionale (SPRAR). La Toscana conta 14 progetti di accoglienza per 549 posti, cui vanno sommati i 130 del Centro Polifunzionale del Comune di Firenze nato in virtù di uno specifico finanziamento da parte della Prefettura”.

L’assessore ha anche ricordato come lo sviluppo dei processi di accoglienza in Toscana sia “gestito all’interno del contesto di governancedi livello nazionale. Il Prefetto di Firenze attiva e presiede il Tavolo di coordinamento regionale che deve realizzare a livello locale le strategie operative definite dal tavolo nazionale in collaborazione con tutti i Prefetti della Toscana.

La Regione collabora alla programmazione e attuazione del processo di distribuzione delle accoglienze su base provinciale, con il coinvolgimento degli enti locali e degli organismi del terzo settore, secondo criteri e principi improntati ad un’equa distribuzione”.

Per “sostenere i processi di integrazione sul territorio, Bugli ha ricordato come la Regione abbia sviluppato una “ulteriore linea di impegno” legata ai temi della “partecipazione dei cittadini stranieri a iniziative di volontariato a livello comunale”, su cui verranno definite le “procedure per la rendicontazione da parte dei Comuni delle spese connesse per tali attività e le modalità di rimborso da parte della Regione, calcolate in un massimo di 100 euro per ciascun migrante coinvolto”.

L’assessore ha inoltre ricordato i capisaldi della legge regionale 29/2009 (Norme per l’accoglienza, l’integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri nel territorio toscano) che nella diffusione della conoscenza della lingua e della cultura italiana fra i cittadini stranieri presenti in Toscana, individua lo strumento per la promozione di una cittadinanza attiva in cui prevalga una convivenza pacifica tra persone di diversa origine e nazionalità.

“A partire dal 2010 – ha continuato – la Regione ha elaborato e attuato i progetti ‘Rete e Cittadinanza’, caratterizzati dal coinvolgimento, in tutte le fasi progettuali, della Rete toscana dei 33 Centri Territoriali Permanenti per l’educazione degli adulti (CTP) fino al 2014, e degli 8 Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) + 3 CTP nel 2014-2015”.

Sulla rendicontazione delle spese sostenute, infine, Bugli ha assicurato che il “Consiglio sarà tempestivamente informato non appena i dati saranno disponibili ed in nostro possesso”.

Abbastanza soddisfatto della risposta si è dichiarato il consigliere Quartini, soprattutto per la rassicurazione che si tratta di spese “recuperabili e finalizzate”. “Voglio ricordare – ha detto – che siamo in una situazione di emergenza e costretti a lavorare sugli effetti e non sulle cause”. “Chiedo all’assessore – ha concluso – di prestare particolare attenzione per scongiurare il rischio di favorire cooperative o business non chiari”.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

Exit mobile version