Giulia è un'amante della Spagna,. sia dalla prima visita a Granada fino al soggiorno di studio a Tenerife. L'aria di libertà delle Canarie le permette di studiare con profitto Storia dell'Arte. Ha promesso che non ritornerà prima in Italia di qualche anno, e leggendo l'intervista si capisce anche il perché.
Nome: Giulia Di Modica
Anni: 23
Cresciuta a: Castelfranco di Sotto
Studi: Liceo Linguistico Virgilio di Empoli, Universita di Pisa DISCO, e ora Historia del Arte en La Laguna
Residenza e professione: La Laguna di Tenerife, studente
Lavoro in Italia: molto poco, cameriera e un periodo di ripetizioni a un bambino delle medie.
Prima esperienza all’estero: Erasmus a Granada, Spagna, nel 2012/2013. Da 3 anni vivo a Tenerife.
Perché hai deciso di andare all’estero?
Semplicemente perché sono sempre stata un eterna insoddisfatta e una persona troppo inquieta. Poi gli anni critici dei 18 dove sei in lotta perenne con famiglia, amici, amori e scuola.. insomma non mi son mai sentita troppo a mio agio.
I 5 anni di liceo per me han significato questo, poi finalmente ho cominciato l’Universita a Pisa che mi ha dato la possibilità di fare un bel respiro, ritrovare la passione per lo studio e un po di fiducia nella gente. Già al primo anno ho fatto richiesta di Erasmus e cosi son partita per Granada.
Perche Granada? Può sembrare stupido, ma è colpa della canzone Spanish Caravan de The Doors..ho sognato troppo a lungo con questa canzone. E Granada è una città magica che davvero cambia la vita a chiunque passi di li.
Quali sono le principali differenze fra il mondo del lavoro/studio italiano e quello estero?
Dopo l’anno di erasmus a Granada, mi son trasferita a Tenerife dove vivo da un paio di anni. Apparte il fatto che la scelta è stata fatta per amore, ho deciso di lasciare la mia università a Pisa per ricominciare da zero Storia dell’Arte laggiù. Può sembrare assurdo che una toscana vada a studiare arte in un’isola canaria, pero quello che mi è piaciuto subito è stato il diverso sistema universitario.
Lì sono 4 anni, con 10 esami all’anno che devi dare nell’ordine stabilito cosi da permettere un progresso logico delle tue conoscenze. A volte preferisco l’università italiana per la autonomia e autogestione che permette allo studente, mentre li sei obbligato ad andare a lezione tutti i giorni e firmare, (6 o 4 ore seguite al giorno) , andare avanti con lo stesso gruppo di classe, fare lavori e ricerche durante l’anno.
Può sembrare un po’ da liceo, però è impressionante come fa sì che le tue conoscenze vadano avanti in modo coerente e soprattutto il rapporto con i professori, che diventano autentici collaboratori, confidenti e compagni di lavoro al 100%.
La vita e il lavoro all’estero sono diversi dall’idea che ti eri fatto prima di partire?
Per il lavoro è vero che tutti pensano di andare in Spagna e trovarlo. Questo lo dimostra l’impressionante numero di italiani che trovi in tutta Spagna. Pero non è cosi, la disoccupazione è come qui, se non peggio.
Però bisogna riconoscere che mentre qui la crisi ha portato a che la gente diventi ancora più gelosa delle sue cose e piccole proprietà, a un rinchiudersi verso noi stessi e un dire “questo è mio” e scordare la parola condivisione, in Spagna si trova un grandissimo senso di solidarietà umana.
Puoi non trovare lavoro, pero è molto ma molto più facile buscarse la vida cioè arrangiarsi con quello che si può e andare avanti in mille maniere, la gente ricicla tantissimo quello che ha, se lo passano di mano in mano, sia cibo, che vestiti, che mobili per una casa etc. invece di rubarsi a vicenda, si aiutano.
È anche vero che posso parlare così di Granada, una citta dove veramente funziona così, e per le Isole Canarie, mentre come sia la situazione a Madrid non so, pero anche a Barcelona per esempio la gente ha un grandissimo spirito di autogestione, fanno continuamente assemblee di quartiere, si mobilitano per qualsiasi necessità.
Cosa ti manca dell'Italia?
Oddio.. in realtà mi mancano cose come la mia famiglia. Uno passa tutta la sua vita a cercare di evadere e poi risulta che dopo passato l’entusiasmo della prima festa, ti ritrovi come un bambino a cui manca la sua mamma.
Mi mancano cose come i paesaggi della mia toscana, che quando torno mi mozzano il fiato, mi manca respirare arte per ogni stradina (cosa che a Tenerife manca abbastanza), e mi mancano i buoni prodotti de la sana cultura gastronomica. Pero nonostante questo, son sicura che per ancora altri anni non tornerò in italia a vivere, perché è un paese che non te ne da la possibilità.
Torneresti a lavorare in Italia?
Nel futuro chissà, pero se trovo modo di lavorare con la mia laurea all’estero credo proprio di no. Come dicevo prima, mi sembra un paese che non te ne dia le possibilità, è allucinante la differenza che c’è tra gli stipendi e il costo della vita.
E a parte questo, non mi trovo a mio agio con lo spirito di intraprendere la vita che si trova nella maggior parte della gente, siamo sempre incazzati con tutto, siamo paranoici e se il lavoro lo hai, sicuramente sei stressato.
Una semplice cosa che mi ha fatto capire tanto è come quasi tutti i ragazzi di qui, ascoltandoli capisci la immensa voglia di andare via da questo posto, di cercare fortuna e felicità altrove, mentre quasi tutti quelli che conosco di Tenerife ammettono di essere sicuri che non troveranno mai un posto come casa loro, eppure vivono davvero con poco, ma felici.
