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Careggi migliora e potenzia l’organizzazione per la cura dell’ictus: più tempestiva e più efficace

Ogni minuto che passa prima di ottenere la rivascolarizzazione cerebrale,  si traduce in un aumento significativo del danno cerebrale permanente.

Nell’applicazione della miglior cura al paziente  con  ictus  acuto  è  centrale  il   concetto  di riduzione del “ritardo  evitabile”, vale a dire quel tempo che è auspicabile ridurre per portare alla somministrazione del  gesto  clinico  più appropriato e ottenere risultati ottimali in termini di  sopravvivenza e disabilità risparmiata. La nuova organizzazione si basa su una valorizzazione delle competenze di tutto il personale sia medico che infermieristico che saranno non solo garantite, ma incrementate.

 

Il trasferimento della SOD Stroke Unit dal Padiglione della Clinica Neurologica al Padiglione del nuovo Pronto soccorso (DEAS) e la imminente apertura di un angiografo dedicato alle patologie “tempo-dipendenti” nell’area di attività adiacente al Nuovo Pronto Soccorso si inquadra in tale processo di miglioramento, sostenuto dallo stesso Direttore della SOD che ha diretto il gruppo clinico del tavolo tecnico del percorso di area metropolitana anche in qualità di Presidente della commissione scientifica dell’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale (ALICe).

 

A tal fine  da alcuni mesi l’AOU Careggi, gli Ospedali dell’Area Metropolitana e la Centrale Operativa 118 Firenze, conformemente con quanto previsto dalla Regione Toscana già da tempo impegnata nella cura del paziente colpito da ictus, stanno collaborando per condividere un percorso che attraverso l’analisi, la revisione e la riorganizzazione consenta di raggiungere questo ambizioso obiettivo.

Da questa collaborazione è stato possibile adottare modelli innovativi quali l’introduzione del “codice ictus”, attivato dagli operatori della centrale del 118 già a partire dalla presa in carico presso il domicilio, in modo da allertare tutti i professionisti coinvolti nella cura del paziente con ictus, la condivisione di protocolli clinici condivisi che permettono il trasferimento dagli ospedali di area metropolitana verso Careggi nel minor tempo possibile per poter eseguire interventi endovascolari qualora la trombolisi sistemica sia risultata inefficace o non indicata.

 

Tra le azioni tese a perseguire la riduzione del ritardo evitabile di importanza fondamentale sono l’unificazione in un unico spazio all’interno di Careggi di tutta l’attività diagnostica terapeutica ed assistenziale dedicata a questa tipologia di pazienti, attività fino ad ora allocate su diversi padiglioni dell’ospedale, e la presenza sulle 24 ore del Neurologo della Stroke Unit, presenza fino ad oggi garantita in orario diurno non festivo ed attraverso pronta disponibilità in orario notturno e festivo.

 

La nuova allocazione consentirà a tutto lo Stroke Team che in tanti anni ha dato prova di elevata qualificazione e risultati eccellenti,  l’immediata presa in carico del paziente e la valutazione multidisciplinare e multi professionale atta a stabilire il percorso e l’intensità di cura clinicamente più adeguate, dall’inquadramento al trattamento della fase iperacuta, della fase subacuta alla definizione della fase riabilitativa. Sarà possibile, su aree complanari ed adiacenti al Pronto Soccorso, fornire ai pazienti assistenza anche di tipo sub-intensivo con le competenze sia dei medici della Stroke Unit che di medici di medicina e chirurgia d’urgenza e di medici internisti in modo da affrontare al meglio tutti gli aspetti che affliggono frequentemente questi pazienti.

 

 

Fonte: Ufficio stampa AOU Careggi

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