Il Consiglio di Chusi della Verna respinge clamorosamente la petizione popolare portata avanti con una raccolta di firme dal libero Comitato cittadino.
I toni si alzano e il malumore tra la gente pure: “La democrazia si è fermata a Chiusi della Verna – tuonano dal Comitato - i consiglieri (eletti magari con anche solo 15 preferenze) hanno inferto un duro colpo alla democrazia, disatteso le aspettative di 972 cittadini, stracciato un diritto inalienabile riconosciuto dalla Costituzione del nostro paese. Una parola sola: vergogna”.
Il libero comitato cittadino punta il dito sul primo cittadino che su Facebook, dopo il consiglio, festeggia con la canzonetta “Champagne”: “Il sindaco dice che non siamo civici, perché ci siamo rivolti al consigliere Stefano Mugnai affinché presenti in Consiglio regionale la proposta referendaria di fusione dei comuni di Bibbiena-Chiusi della Verna-Ortignano Raggiolo. Forse il sindaco si dimentica tutte le volte che ci siamo rivolti a lui e ai consiglieri del nostro comune chiedendo invano che prendessero in considerazione la nostra petizione popolare ma lui ci ha sempre risposto che neanche ci riconosceva. Abbiamo scelto la strada della petizione popolare proprio per passare prima dal consiglio comunale senza arrivare a nessuno scontro frontale. Un sindaco che non riconosce i propri cittadini che si riuniscono non è un sindaco, ma un despota”.
I rappresentanti del Comitato continuano a commentare indignati il colpo inferto alla democrazia di tutta una vallata e della sua politica: “Tellini sa benissimo che comunque ci siamo rivolti anche a consiglieri regionali del suo partito (PD), che di democratico ha solo il nome perché dopo che il Signor Dindalini ha pubblicato su tutti i giornali che il Partito Democratico locale è favorevole alle proposte di Fusione, si è guardato bene dal portare avanti l’unica proposta di fusione concreta che gli era arrivata sul suo tavolo. Forse per non andare contro un sindaco PD… siamo alle solite: a cosa è meglio per la gente a questi politici non importa affatto; ciò che conta è la migliore gestione del potere e per un periodo più lungo possibile. Insomma al Pd vanno benissimo le fusioni, ma solo in comuni dove poi è sicuro di vincere”.
Il Libero Comitato tuttavia chiarisce che la questione non è politica, ma di libertà: “Non ne facciamo una questione politica, siamo sicuri che magari in altri posti dove prevalgono altri partiti le dinamiche siano le stesse, ma è tutto questo che ci appare ingiusto, avvilente, offensivo per i giovani, per le persone che lavorano onestamente, è avvilente per tutti coloro che credono davvero alla democrazia, ai suoi valori per i quali hanno combattuto e combattono”.
Il messaggio del libero comitato cittadino di Chiusi, forte di 972 firme di liberi cittadini, è chiaro: “Noi andiamo avanti e batteremo tutte le possibili strade che possono portare al Referendum sulla fusione e parleremo con tutti quelli che reputano giusta la nostra iniziativa; questo atto di arroganza, di tirannia e oscurantismo che ha portato a negare il volere della gente con un atteggiamento di sprezzante ignoranza dei diritti fondanti della democrazia italiana, è così grave che più che abbatterci ci sostiene in quella che è sempre stata una battaglia per il bene della gente che vive nei nostri territori. Non vogliamo l’impossibile, ma ciò che è nostro diritto: la libertà di esprimerci. Il sindaco-tiranno brindi pure sopra le teste della gente onesta, noi ci impegneremo affinchè queste stesse persone possano invece alzare al cielo i propri diritti. Noi non ci fermiamo, questo è certo”.
LIBERO COMITATO CHIUSI VERNA
