E' una mozione, presentata da Fdi, che chiede il commissariamento della cooperativa Il Forteto, ad aprire i lavori del Consiglio regionale della Toscana di oggi. I lavori prevedono poi la discussione di una serie di mozioni, dedicate, tra l'altro, al Palio di Siena, o alla situazione della Nca. All'ordine del giorno anche la discussione di alcune interrogazioni che non sono state affrontate ieri.
Il Consiglio regionale ha respinto a maggioranza una mozione a firma Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) sulla richiesta di commissariamento della cooperativa del Forteto. La mozione è stata sostenuta da tutti i gruppi di opposizione.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia chiedeva con l’atto presentato al presidente della Giunta di attivarsi presso il Ministero dell’Economia affinché venisse riconsiderata l’ipotesi di commissariamento della cooperativa.
Donzelli ha riepilogato i dati emersi dalla prima commissione regionale sul Forteto. In primo luogo “non è vera – ha detto – la differenza tra fondazione e cooperativa”. Ha ricordato inoltre quanto accadeva al Forteto, dove “le persone venivano schiavizzate, i minori costretti a lavorare la notte, ai malati non veniva concessa la malattia e persone venivano punite fisicamente perché al lavoro non rendevano abbastanza”.
Infine, il mancato rispetto delle leggi per contributi allo Stato con “raggiro delle istituzioni statali per massimizzare gli utili”. L’elemento più grave, come evidenziato dal consigliere regionale, è che “ad oggi al Forteto lavorano fianco a fianco i denunciati e i denuncianti, persone condannate in primo grado sono sul posto di lavoro a comandare i testimoni”. “Il commissariamento – ha concluso – è l’unico atto che può salvare quella realtà economica e tutelare i lavoratori.”
Anche Stefano Mugnai, capogruppo Forza Italia e già presidente della prima commissione d’inchiesta sul Forteto, è intervenuto a sostegno della mozione. “Sulla vicenda della cooperativa – ha detto il consigliere regionale – si gioca una partita di interessi concreti. C’è l’interesse legittimo di voler salvare una realtà economica del territorio che esiste da anni, ma per ciò che è avvenuto quella cooperativa si tutela se la scinde dal destino della setta. Il commissariamento è il passaggio tecnico necessario per garantire il futuro a quella realtà”. “La vicenda del Forteto – ha concluso Mugnai – non si chiuderà finché la cooperativa resterà il braccio economico e politico sul territorio nelle disponibilità del profeta e dei suoi adepti”.
Seppur condividendo l’intervento di Mugnai, Paolo Bambagioni (Pd) ha invitato Donzelli a ritirare la mozione per “non condizionare i lavori della commissione che è stata istituita ieri su una posizione già presa come questa”. “Anch’io ritengo – ha detto il consigliere – che la via del commissariamento sia quella migliore per salvare l’azienda e i posti di lavoro, ma diamo alla nuova commissione la possibilità di lavorare”.
Manuel Vescovi, capogruppo Lega Nord ha invitato l’aula ad esprimersi all’unanimità sull’atto “per un commissariamento con figura terza che possa andare lì e vedere tutto quello che succede”. “Questa mozione arriva 30 anni dopo quello che doveva essere un atto di ufficio della Procura della Repubblica – ha detto Jacopo Alberti (Lega Nord) –”. Alberti ha espresso voto favorevole all’atto e ha definito “grave” il fatto che ci sia l’intenzione di far presiedere la nuova commissione sul Forteto da un esponente della maggioranza.
Il capogruppo, Leonardo Marras, ha espresso la posizione del Pd e ha annunciato il voto contrario per “l’intempestività, la non pertinenza della mozione e il pregiudizio politico”. “Quando parlo di pregiudizio mi riferisco all’evidente pregiudizio politico. Di fronte ai fatti e all’accertamento di verità la condanna deve essere senza mediazioni. Vorrei che venisse capito fino in fondo che c’è la disponibilità del Partito democratico a collaborare”. Marras ha parlato del consigliere Bambagioni: “Ha speso parte della sua esperienza in questa vicenda ed è garanzia del lavoro del Consiglio alla ricerca della verità nei rapporti tra il Forteto e la pubblica amministrazione”. Marras ha ribadito “non è vero che la realtà economica e produttiva del Forteto e la comunità sono la stessa cosa e non devono esserlo. La cooperativa che si è già rinnovata, deve avere la forza di farlo fino in fondo da sola, quello che è inaccettabile è che le vittime siano ancora accanto nel lavoro a chi è stato condannato”.
Andrea Quartini è intervenuto per esprimere voto favorevole del Movimento 5 Stelle. “Un atto, il commissariamento – ha detto – che condividiamo al 100 per cento e che riteniamo dovuto per rendere giustizia a soggetti che sono stati annientati. Non possono prevalere interessi di partito”.
Dopo il voto - "Il PD, dopo il voto in Parlamento, ha bocciato anche in Consiglio Regionale la mia mozione che richiedeva al Governo di riconsiderare il commissariamento del Forteto. Se a Roma potevano essere in parte giustificabili con la non conoscenza della vicenda, il voto dei consiglieri regionali contro il commissariamento è senza coscienza" Così Giovanni Donzelli di Fratelli d'Italia dopo la bocciatura della mozione da lui presentata in Consiglio Regionale nella seduta di oggi. A favore della mozione hanno votato tutte le opposizioni (Fratelli d'Italia, FI, Lega, M5S e Sì Toscana a sinistra) ma il voto compatto del PD contro l'ipotesi del commissariamento ha fatto bocciare 21 a 14 la mozione Donzelli.
"Marras a nome del PD ha parlato di pregiudizi e strumentalizzazioni politiche, senza rendersi conto che i fatti sono acclarati da sentenze passate in giudicato, la condanna di Strasburgo, la sentenza in primo grado del nuovo processo e i lavori unanimi della commissione di inchiesta regionale. Non serve certamente aspettare i lavori della seconda commissione di inchiesta, che dovrà occuparsi delle responsabilità politiche e istituzionali, per riconoscere lo schiavismo anche su donne e minori portato avanti all'interno del Forteto. Ancora oggi sono insostenibili le pressioni sul luogo di lavoro nei confronti dei testimoni al processo. Il Forteto è stato un luogo di schiavismo, dove sono state eluse le norme fiscali, previdenziali e a tutela dei lavoratori. Permettere che gli orchi gestiscano direttamente o indirettamente la cooperativa è da complici vigliacchi e senza coscienza"
