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Consiglio comunale, Terzo Polo per Cascina: "Le nostre proposte non sono 'aria fritta', il sindaco ha toccato il culmine"

Il Comune di Cascina

E’ sempre la solita storia, ora vogliamo essere rispettati. Ieri pomeriggio c’è stato il consiglio comunale di Cascina, o meglio il solito teatrino con poco senso che non riesce a portare a termine un atto di governo del territorio. L’iter procedurale si è ripetuto anche questa volta: inizia la seduta, si discutono i punti in programma, si interrompe la seduta per mancanza del numero legale, cioè per mancanza di consiglieri della maggioranza. Quando per una cosa, quando per un’altra, se noi del Terzo Polo manchiamo, la macchina amministrativa di Cascina non funziona. Ma il sindaco ha avuto il coraggio di dire a chiare lettere che ‘noi siamo solo aria fritta’. Ieri, il nostro illustre primo cittadino ha toccato il culmine.

La cosa più sconcertante è il motivo del dibattito acceso: la cittadinanza onoraria ai bambini del Saharawi e la nostra proposta di donargli delle borse di studio. E’ assurdo. Dopo aver presentato il loro ordine del giorno, Michele Parrini ha fatto da nostro portavoce per quanto riguarda le quattro borse di studio costituite con i gettoni di presenza dei consiglieri e con parte delle indennità degli assessori. Da lì il finimondo. Il sindaco ha iniziato a dire che le decisioni le prendono loro e ciò che noi proponiamo è solo ‘aria fritta’. Non ci abbiamo più visto e Marcello Biasci, a nome di tutti, ha fatto notare ad Antonelli, con toni calmi nonostante le continue provocazioni e interruzioni poco rispettose ma a cui oramai siamo abituati, che non veniva data una risposta concreta al perché non potevano essere istituite queste borse di studio e che un’amministrazione deve essere fatta di fatti e non solo di belle parole dette per preparare la campagna elettorale. Niente è cambiato, allora che altro potevamo fare se non alzarci e andarcene?

Avvicinandoci alla porta il sindaco ha continuato a parlare puntandoci il dito contro e accusandoci di bloccare gli atti amministrativi perché senza di noi sarebbe mancato il numero legale. Michele Parrini ha colto la palla al balzo e ha fatto quindi notare che durante queste sedute non ci viene mai portato rispetto, siamo consiglieri d’opposizione votati dai cascinesi per migliorare la vita dei cittadini e rappresentare coloro che ci hanno dato la loro fiducia! Crediamo fermamente che il sindaco sia indegno di quel posto così importante per Cascina, non solo per il suo modo poco democratico di gestire le cose ma anche perché non riesce a riunire abbastanza consiglieri da poter approvare gli atti di governo sul territorio che dovrebbe amministrare. 

Terzo Polo per Cascina

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