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Consiglio: il Pegaso d’Oro celebra Lagorio e Gabbuggiani

“Nel 1970 si attuò finalmente ciò che era stato istituito con la Costituzione, riemerse l’istanza autonomista e regionalista dell’Assemblea Costituente”. Parole del professor Ugo De Siervo, presidente emerito della Corte costituzionale che nella prolusione tenuta questa mattina, tornando indietro nel tempo – quando “da giovane professore, insieme ad altri amici”, si rese disponibile a misurarsi con le istituzioni – ha ripercorso la nascita delle Regioni, partendo dai compromessi della Costituente. “Luigi Sturzo si era detto profondamente contento, ma anche profondamente preoccupato – ha sottolineato il professore – è stato un buon previsore: ci sarebbero volute molta energia e molta fortuna per rendere vitale il sistema regionale italiano”. Nel 1970, infatti, le Regioni sono chiamate a confrontarsi con uno stato moderno e riedificato, dotato di una sua efficacia, per non parlare poi delle istituzioni europee, dei partiti politici, dei sindacati, dei gruppi di interesse. Nel 1970, comunque, con ancora in vigore la legge Scelba, il sistema politico allenta alcuni freni e rende possibili le promesse scritte nel Titolo V della Costituzione.

“Grazie alle classi politiche locali – ha affermato De Siervo – che dimostrarono una grande forza di protagonismo e apertura verso una visione generale di riforma dello Stato italiano”. Da qui la stagione statutaria, l’adozione degli Statuti, il conseguente trasferimento di funzioni alle Regioni, fino ad arrivare al nuovo Titolo V e soprattutto “alla necessità di tecniche normative più raffinate: avrei preferito e preferirei più prudenza e precisione in tema di norme giuridiche, occorre scrivere cose che hanno senso compiuto”. De Siervo ha quindi concluso invitando “ad una nuova stagione regionalista, ad un nuovo protagonismo”. Uno stimolo subito accolto dal presidente del Consiglio Eugenio Giani: “questa sollecitazione sia la base per il nostro impegno istituzionale”.

Un impegno caratterizzato dalla libertà e dalla massima apertura. Non a caso, clou della cerimonia è stato la consegna del Pegaso a Stefania Gabbuggiani, figlia del primo presidente del Consiglio regionale, e a Silvia Lagorio, figlia di Lelio Lagorio, primo presidente della Regione negli anni Settanta.

A caratterizzare la X Legislatura sarà proprio il Pegaso, che non solo verrà consegnato a personalità che in Toscana sono state rappresentative della vita istituzionale e politica e che saranno segnalate su indicazione dell’Ufficio di presidenza, ma farà anche bella mostra di sé nel percorso a palazzo Panciatichi, pensato per i cittadini toscani. Al primo piano di palazzo Panciatichi la sala dedicata a Paolo Barile diventerà anche la sala del Pegaso, grazie alla riproduzione della medaglia esposta al Bargello, “voluta dal Cardinale Pietro Bembo e forse coniata da Benvenuto Cellini”, come ha ricordato Giani. La medaglia cui si ispirò Carlo Ludovico Ragghianti, primo presidente del Comitato toscano di liberazione nazionale, espressione della Resistenza e della nuova Toscana. E sarà proprio lo slancio e la libertà di questo cavallo alato ad accompagnare le scelte del nuovo Consiglio regionale, tra ricerca di identità e sguardo al futuro.

sione generale di riforma dello Stato italiano”. Da qui la stagione statutaria, l’adozione degli Statuti, il conseguente trasferimento di funzioni alle Regioni, fino ad arrivare al nuovo Titolo V e soprattutto “alla necessità di tecniche normative più raffinate: avrei preferito e preferirei più prudenza e precisione in tema di norme giuridiche, occorre scrivere cose che hanno senso compiuto”. De Siervo ha quindi concluso invitando “ad una nuova stagione regionalista, ad un nuovo protagonismo”. Uno stimolo subito accolto dal presidente del Consiglio Eugenio Giani: “questa sollecitazione sia la base per il nostro impegno istituzionale”.

Un impegno caratterizzato dalla libertà e dalla massima apertura. Non a caso, clou della cerimonia è stato la consegna del Pegaso a Stefania Gabbuggiani, figlia del primo presidente del Consiglio regionale, e a Silvia Lagorio, figlia di Lelio Lagorio, primo presidente della Regione negli anni Settanta.

A caratterizzare la X Legislatura sarà proprio il Pegaso, che non solo verrà consegnato a personalità che in Toscana sono state rappresentative della vita istituzionale e politica e che saranno segnalate su indicazione dell’Ufficio di presidenza, ma farà anche bella mostra di sé nel percorso a palazzo Panciatichi, pensato per i cittadini toscani. Al primo piano di palazzo Panciatichi la sala dedicata a Paolo Barile diventerà anche la sala del Pegaso, grazie alla riproduzione della medaglia esposta al Bargello, “voluta dal Cardinale Pietro Bembo e forse coniata da Benvenuto Cellini”, come ha ricordato Giani. La medaglia cui si ispirò Carlo Ludovico Ragghianti, primo presidente del Comitato toscano di liberazione nazionale, espressione della Resistenza e della nuova Toscana. E sarà proprio lo slancio e la libertà di questo cavallo alato ad accompagnare le scelte del nuovo Consiglio regionale, tra ricerca di identità e sguardo al futuro.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio stampa

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