Frutto di una sinergia, questo progetto iniziato alla fine del 2014 è finalmente giunto a conclusione, e gli enti coinvolti desiderano condividere l'esperienza e i risultati.
Grazie al PRAP (Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria), alla disponibilità del Direttore della Casa Circondariale femminile di Empoli, del personale educativo e della Polizia Penitenziaria, alla Caritas/ COOPERATI-VA SOCIALE SAN MARTINO (finanziatrice del progetto), alla Cooperativa Sociale FLO e, soprattutto, alle volontarie dell'Associazione “L'Acqua in gabbia”, che da anni prestano la loro attività in carcere portando avanti un laborato-rio di taglio e cucito con le detenute, è nato il progetto NUOVE TRAME IN CARCERE.
L'obiettivo del progetto è duplice: da una parte si punta a creare un’occasione di apprendimento per le dete-nute, per offrire loro la possibilità di acquisire competenze da spendere una volta uscite, dall'altra si cerca di at-trarre le detenute offrendo un lavoro vero, occasione di impegno, di dignità ma anche di guadagno.
Con la messa a disposizione da parte della Coop San Martino di un importo a sostegno del progetto, è stata pertanto coinvolta una sarta di maturata esperienza che con regolarità, per circa 5 mesi, ha prestato servizio as-sieme alle volontarie, rendendo capaci le detenute di fare fronte al loro primo ordine. Il PRAP ha offerto una serie di tessuti, da anni dimenticati nei magazzini del carcere di Sollicciano, ormai risalenti agli anni ‘70 - quando in car-cere erano gli stessi detenuti a provvedere al proprio abbigliamento - perché potessero essere riutilizzati. La Coo-perativa Sociale FLO ha ideato con quei tessuti delle shopper in stoffa, perfette da riutilizzare, che potessero esse-re un primo approccio al cucito per persone del tutto a digiuno della materia.
Le detenute hanno frequentato, quindi, due volte la settimana il laboratorio e il loro lavoro è stato pagato sulla base dell'impegno che ognuna di esse ha messo nel progetto.
Grande è stata la partecipazione delle volontarie, convinte dell'utilità di coinvolgere le donne in carcere in un percorso capace di offrire un possibile futuro sbocco lavorativo.
La Caritas ha dunque finanziato grazie alla COOPERATIVA SAN MARTINO l'intero progetto, fornendo anche ma-teriale da lavoro (macchine, asse da stiro, ferro e simili) e ha messo in ultimo a disposizione la sua struttura, “Casa Il Samaritano”, utilizzandone il laboratorio di serigrafia. Su ciascuna shopper è stato, infatti, serigrafato il logo di FLO, ONLUS fiorentina che gestisce una boutique in Lungarno Corsini, e una frase che racchiude l'intero progetto:
“Shopper realizzata dalle detenute del carcere di Empoli, come espressione del loro desiderio di una nuova vita e un futuro diverso”
Fonte: Caritas Diocesana di Firenze
