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Forteto, Donzelli: "Esterrefatto dalle parole della Saccardi"

(foto gonews.it)

“Colpito dalla risposta ed esterrefatto”, anche per “la gravità inaudita di quanto l’assessore Saccardi ha letto, non letto ed omesso di dire”. Giovanni Donzelli, consigliere di Fratelli d’Italia, replica all’assessore dopo la lunga risposta data all’interrogazione sul Forteto, argomentata muovendo dalla relazione che nel 2001 fu redatta da un dirigente regionale, Vinicio Biagi. “Di fatto si avallava il sistema della famiglia funzionale”, dice Donzelli, mettendo per iscritto che “molti nuclei familiari si costituiscono appositamente per far fronte ai bisogni del bambino”.

Quella relazione sulla cooperativa agricola disegnava “una cornice, un quadretto idillico”. Donzelli legge alcuni passaggi: “Questi nuclei familiari – secondo quanto scrive il dirigente Biagi – sono resi possibili dalla disponibilità degli adulti – un uomo, una donna – che in quel momento e in quella determinata relazione decidono di assumere questo compito”. I minori, continua, “trovano un modello di intervento che si basa …sui loro bisogni: il bisogno di famiglia… di avere riferimenti affettivi certi tra molti adulti che si occupano di loro”.

L’interrogazione di Donzelli prende in considerazione attività e trattamento del dirigente che firmava quella relazione, “tuttora in servizio della Regione Toscana”, con i relativi trattamenti economici richiamati nell’interrogazione. “Tutt’ora si occupa di situazioni di disagio”, aggiunge il consigliere.

L’assessore, nella risposta, aveva ripercorso la vicenda che ha portato la Regione Toscana, nel 2001, ad assicurare la sua collaborazione al Governo nazionale (uffici del Ministero) in seguito ad una sentenza del luglio 2000, con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo contestava violazione di convenzioni europee in relazione al caso specifico di due minori affidati al Forteto. L’attività di verifica svolta dalla Regione ha travalicato la normale attività di competenza, ha spiegato Saccardi, che non si rivolge a singoli casi ma semmai all’attuazione delle politiche regionali sul territorio. La Regione fu comunque investita di questa attività su iniziativa ministeriale e a vicenda avvenuta (condanna Corte europea dei diritti dell’Uomo già emessa). Nella relazione, ha aggiunto Saccardi, si ricordava che il Forteto era riconosciuta come cooperativa agricola ma che in nessun caso ha avuto riconoscimento come struttura per accoglienza di minori. “Tutti i minori affidati erano affidati comunque a singole famiglie con provvedimento del Tribunale dei minorenni”. Venendo ai compiti della Regione, non aveva – e non ha – “compiti autorizzativi nei confronti di strutture residenziali per minori”, competenza che invece spetta ai comuni che in ogni caso si avvalevano di apposita commissione multidisciplinare costituita dalla Asl.

Il lavoro (la relazione di Biagi) fu fatto con la documentazione e le informazioni “che in quel momento fu possibile acquisire”, ha osservato l’assessore.

Riguardo al riferimento della “Famiglia funzionale”, Saccardi ha precisato che quanto scritto non costituiva avallo di modello “perché non c’era alcuna autorizzazione di quel tipo di struttura”, ma “presa d’atto di esperienza non esclusiva del Forteto”.

 

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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