Il risultato del referendum in Grecia apre una pagina nuova per un’Europa più democratica. I cittadini europei di tutti i paesi possono tirare un sospiro di sollievo, noi esprimiamo tutta la soddisfazione per la vittoria del ‘No’, che abbiamo sostenuto con convinzione. Che non è la vittoria di coloro che "non vogliono pagare i propri debiti", come qualcuno furbescamente vorrebbe far passare, ma di coloro che chiedono un piano sostenibile, soprattutto per le fasce meno abbienti della popolazione, per rimanere in Europa.
È stata appena scritta una pagina fondamentale nel cammino verso la riconversione democratica delle istituzioni europee, oggi alterate dall’aggressività della finanza internazionale e dal prevalere degli interessi delle singole nazioni più ricche dell’eurozona, a danno delle economie meno solide. Con il referendum, la Grecia ha dimostrato che una forte risposta democratica rimette al centro gli interessi dei cittadini e la tutela dei ceti più deboli attraverso la difesa dei servizi pubblici essenziali e dello stato sociale. Una risposta forte, che si pone subito come alternativa al governo del denaro organizzato e sarà utile anche per mettere al riparo altre nazioni dell’eurogruppo più ‘deboli’ dal punto di vista economico, tra queste l’Italia.
Ora l’Europa riapra immediatamente il canale della trattativa. Permetta un accordo che non soffochi la popolazione greca con richieste assurde e ricatti, e fermi l’emorragia che sta mettendo a rischio l’intera eurozona. Noi rimaniamo al fianco del popolo greco e chiediamo che l’Italia esca dall'irrilevanza che ha contraddistinto l'azione del governo Renzi fin qui, e faccia sentire la propria voce.

Comitato per la Grecia Empolese Valdelsa