È stato il consigliere Paolo Bambagioni (Pd) ad aprire il dibattito sul programma di governo illustrato dal presidente Enrico Rossi giovedì scorso, nella prima seduta della nuova legislatura. “Con una punta di emozione”, ha esordito, “un richiamo al nostro senso di responsabilità, per porre al centro delle nostre azioni gli interessi veri”. E venendo al programma di governo, il consigliere è partito dalla IX legislatura, caratterizzata dal tentativo, per la Toscana, di sfidare “il processo di riforma e modernizzazione, che sta riguardando l’Italia intera”. Da qui le azioni sulle infrastrutture, i provvedimenti di natura urbanistica, il rilancio del bene paesaggistico, il sostegno alle imprese”, fino ad arrivare al “tema dei temi: la riforma del sistema sanitario, con i tanti nodi ancora da affrontare e risolvere, insieme al personale sanitario”. “Governare non è semplice – ha concluso Bambagioni – ma la politica è utile quando riesce a risolvere i problemi, lasciandosi guidare da una bussola, ovvero dal mettere sempre al centro l’interesse generale dei cittadini toscani”.
Il capogruppo di Forza Italia Stefano Mugnai ha posto l’accento sull’occupazione e il lavoro. “Nella relazione di Rossi tra le cose più importanti e urgenti vi è senz’altro l’impegno per l’occupazione e il lavoro – ha affermato -. Il lavoro, però, si difende non solo parlandone, ma investendo nella sburocratizzazione e cercando di vincere la sfida delle infrastrutture”. In tema di riforma sanitaria, accennando al referendum per la sua abolizione, Mugnai ha invitato tutti ad una “riflessione più serena e ragionata, per evitare tagli di dipendenti e posti letto, dettati da decisioni prese troppo in fretta”. Il consigliere ha infine invitato a riflettere sul tema della sicurezza, ovvero sulla “percezione di insicurezza dei cittadini”, che richiama tutti all’appello.
Di “viaggio importante e impegno per costruire la Toscana del futuro” ha parlato Stefano Scaramelli (Pd), che ha chiesto al presidente Rossi di partire dal ruolo dei sindaci, come punto di forza con i territori della Toscana. E in tema di programma, il consigliere si è soffermato su alcune sfide principali da affrontare: la riforma della sanità, “da fare insieme agli operatori”; la difesa del paesaggio e la capacità di coniugare le eccellenze agricole con le politiche venatorie; il lavoro, “non solo difendendone i posti, ma creandone altri” e “rispondendo alle imprese che chiedono meno burocrazia”.
Il documento programmatico di Rossi “ha un approccio sistemico e non settoriale” e quindi “si ispira alle fasi più nobili della tradizione di governo della Toscana”. Lo ha detto Gianni Anselmi (Pd), che ha citato gli investimenti regionali effettuati a Piombino, Livorno e Massa Carrara “per attirare investimenti privati e aprire una stagione di sviluppo diversificato”. Questi investimenti, ha sottolineato, “dimostrano che il sostegno pubblico all’economia c’è”. Secondo Anselmi, “serve valorizzare i territori, guardare a una programmazione urbanistica di scala e non puntiforme e rimettere il futuro nelle mani delle persone che lavorano”.
“Io non vedo una Toscana che va bene e che è in crescita, come afferma Rossi”, ha dichiarato Manuel Vescovi (Lega Nord). “Invece, vedo imprese e lavoratori in difficoltà”. Vescovi ha chiesto che la politica e il governo regionale non faccia proclami, ma offra soluzioni, perché “per andare bene e per crescere serve creare ricchezza”. Citando il piano paesaggistico, ha aggiunto: “Quanto è costato? E soprattutto, è un vantaggio per la Toscana o crea un danno? Intendo verificare questi aspetti con puntualità”. Vescovi ha criticato anche la riforma della sanità e l’idea di finanziare le associazioni sportive. “I soldi pubblici”, ha spiegato, “vanno destinati ai toscani e non ai rom o ai clandestini”. E ricordando che la Lega Nord sarà “l’alternativa alla maggioranza”, ha annunciato che chiederà di intitolare l’aula consiliare alla memoria di Oriana Fallaci.
Secondo Paolo Sarti (Sì Toscana), “il governatore Rossi dice troppo spesso di essere di sinistra, mai poi con i fatti dimostra il contrario”. E ha aggiunto “che più che i proclami dalle colonne dei giornali servono fatti”. Sul lavoro, ha spiegato, “sono necessarie scelte forti a favore dell’occupazione e la Regione, invece, vara una riforma della sanità che prevede di tagliare l’occupazione del 10%”. Sarti ha concluso dicendo: “Noi non ci fidiamo delle parole, ma valuteremo i fatti e tuteleremo le idee di sinistra, perché noi rappresentiamo la sinistra di governo”.
“I giornali hanno parlato di opposizione indebolita, ma dal dibattito non mi sembra che sia così e questo è un bene per la democrazia e il buon governo della Toscana”, ha esordito Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia), che ha aggiunto: “Non voterò la risoluzione che approva il programma di governo, perché non lo condivido e non condivido l’approccio di Rossi ai problemi”. Donzelli ha annunciato che si batterà “per la difesa dei deboli, che non sono gli immigrati o i rom come indica Rossi, ma i lavoratori e le aziende della Toscana in difficoltà e i giovani che non hanno futuro”.
Molto critico nei confronti del programma di governo regionale è stato Jacopo Alberti (Lega Nord). “Sul lavoro soltanto chiacchiere ed enunciazioni di principio”, ha affermato Alberti, che ha poi lanciato un “guanto di sfida” al governatore sui tempi di attesa nella sanità: “Poiché ha promesso che in cento giorni riuscirà a diminuire i tempi di attesa, noi lo aspettiamo al varco e il 25 settembre andremo personalmente a verificare se quanto promesso si sarà concretizzato”. Alberti ha criticato il metodo di trasferimento delle risorse economiche nel recente passato dalla Regione alle Province per i centri dell’impiego e ha chiesto: “Come sono stati spesi quei 70 milioni di euro?”.
Parole di condivisione e sostegno alla comunicazione del presidente della Regione sono state espresse da Ilaria Bugetti, Pd, secondo cui il programma è “denso ed impegnativo” e servirà da stimolo ai consiglieri per “impegnarsi a favore dei propri territori”. La consigliera del Pd si è soffermata sulle “eccellenze toscane” ricordando che il sistema sanitario regionale rimane all’avanguardia in Italia. Inoltre Bugetti, nel quadro del welfare regionale, ha ricordato l’importanza del terzo settore, su cui il programma di governo mette attenzione tendendo alla valorizzazione di un settore così importante.
Il presidente del gruppo Cinque Stelle, Giacomo Giannarelli, ha affermato che “il movimento valuta nel merito ogni provvedimento al di fuori di ogni interesse privatistico, in linea col programma scritto con i cittadini” aggiungendo che “esprimiamo parere favorevole a diciotto dei venticinque punti per i primi cento giorni, condizionandolo però all’impegno da parte della Giunta di effettuare un monitoraggio sulla qualità della spesa”. Giannarelli ha evidenziato che i Cinque Stelle chiedono “il monitoraggio della spesa pubblica” e che “un monitoraggio del genere avrebbe evitato quel buco alla Asl di Massa di cui non troviamo traccia nel programma di Rossi”. Giannarelli ha inoltre ricordato che “in Toscana ci sono circa 560 mila poveri” e che “questi 560 mila cittadini sono al primo posto nella nostra agenda politica”.
Critico con il programma di governo è stato anche Tommaso Fattori, capogruppo Sì Toscana, che ha espresso un “giudizio complessivo negativo perché questo programma contiene una controriforma sanitaria, perché non presenta una vera politica industriale per la Toscana, perché manca di quel protagonismo positivo finalizzato alla crescita del nostro sistema regionale, sia in relazione all’Italia che all’Europa, mentre continua a proporre l’idea di realizzare grandi opere del tutto inutili”. Fattori ha annunciato che il suo gruppo si batterà per dare rappresentanza al mondo dei diritti e del lavoro.
“Il programma di governo presentato per la X legislatura non convince, è incentrato su una continua autoreferenzialità politica e descrive la Toscana come il paese del bengodi”. Così il consigliere del Movimento Cinque Stelle Andrea Quartini che nel corso del suo intervento ha parlato di “città sconvolte da grandi opere inutili, costose, dannose e in qualche caso criminali”. Rilevando come la piana fiorentina sia a “gravissimo rischio di peggiorare il disastro ecologico già in atto”, dove “nuovo aeroporto e inceneritore moltiplicheranno la forza devastante”, Quartini ha sottolineato la “cancerogenicità” della politica dei rifiuti in Toscana, ricordando che esistono “alternative ecologiche a costi equivalenti, capaci di produrre ben più posti di lavoro”. Sul sistema sanitario il consigliere ha dichiarato di “voler abolire” la legge 28 (Disposizioni urgenti per il riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale), perché le “ricerche scientifiche hanno ampiamente dimostrato che ad una concertazione di potere corrisponde solo un aumento della complessità del sistema e non un risparmio”. “La sanità la vogliamo pubblica, universale e gratuita per tutti”, ha concluso.
I capitoli infrastrutture e mobilità sono stati al centro dell’intervento della collega di partito Irene Galletti. “La domanda di mobilità è in crescita e assistiamo a scandali finanziari che hanno offuscato la necessità di infrastrutture bloccando, di fatto, l’ammodernamento e dimostrando che la Toscana non è un’isola felice”. Analizzando il sistema del trasporto pubblico su ferro, Galletti ha ricordato che “solo il 54 per cento delle linee è a doppio binario e solo il 34 è elettrificato”. Tra le criticità evidenziate non solo “sporcizia, vagoni inadeguati e ritardi”, ma anche un “bisogno di sicurezza tanto nelle piccole che nelle grandi stazioni”. La consigliera ha ribadito la contrarietà all’ipotesi pedaggio sulla superstrada Firenze-Pisa-Livorno e ha ricordato come la Darsena Europa per l’ampliamento del porto di Livorno, per grandezza, è “paragonabile alla Gorgona” e quindi “impattante”. “Abbiamo proposto alternative per un ridimensionamento e un recupero”. Sul fronte aeroporto Galletti si è detta convinta per lo “sviluppo del sistema”, nel rendere “Peretola un city airport” e quindi giudicando “sbagliata la previsione di una pista a 2mila 400 metri”.
Di una “minoranza che soffre, visibile proprio fuori da queste finestre” ha parlato Gabriele Bianchi, sempre del Movimento Cinque Stelle. “Nei nostri anni di attivismo abbiamo voluto approfondire questa minoranza, conoscendola di persona, incontrando ingiustizie inaudite”, ha detto parlando di cittadini “privati del diritto ad una casa, senza possibilità di curarsi, spesso con figli minori”. “Questa non è la Toscana che vogliamo lasciare al termine dei prossimi cinque anni”, ha continuato Bianchi osservando come quel “quattro per cento di cittadini sotto la soglia di povertà non costituiranno mai, per noi, una cifra accettabile, né lo sarà quel 18 per cento di persone ormai al margine della sussistenza”. Molti i “punti critici”, che il consigliere ha sollevato, tra questi la “percezione di una urgenza nella Sanità”. “Il nuovo progetto con cui la Regione vuole riformare il sistema, accentramento e riduzione, tagli e razionalizzazione, è un modo per allontanare ancora di più i cittadini dalla possibilità di essere assistiti in tempi brevi e nel modo più mirato possibile”. Bianchi ha quindi concluso dicendo che “non esiste un’austerità buona perché, per definizione, pesa sulle spalle dei cittadini e degli ultimi”.
A chiudere gli interventi del Movimento Cinque Stelle il consigliere Enrico Cantone: “Il programma del governatore ricorda la canzone ‘l’anno che verrà’ di Luci Dalla”, ha detto, rilevando che “non serve il narcisismo della propaganda. Rossi preferisce fuggire dalla realtà”. “Noi vogliamo una istituzione trasparente, con i muri di cristallo. Vogliamo percorsi partecipativi obbligatori, l’impegno a discutere le proposte di iniziativa popolare entro sei mesi dal deposito”. “Vogliamo – ha continuato – tagliare veramente i costi della politica e monitorare i finanziamenti regionali. Vogliamo più fatti e meno parole. Non ci serve una maggioranza che governa la Toscana celebrando gli stessi rituali e con le stesse ricette”.
Programma di governo Regione Toscana, pieno sostegno dal gruppo Pd
Apprezzamento e sostegno alle linee guida del Programma di governo 2015- 2020 illustrato dal presidente Rossi ma anche consapevolezza dell’impegno e delle sfide che attendono questa legislatura. È quanto hanno sostenuto i consiglieri Pd intervenuti durante il dibattito della seduta odierna del Consiglio regionale.
“Sosteniamo pienamente il Programma di governo e condividiamo la stessa ‘ossessione’ per il lavoro”. A dirlo è Leonardo Marras, capogruppo Pd nell’assemblea regionale. “La Toscana è stata la prima a sperimentare un modello di decentramento amministrativo ma ha anche registrato livelli da primato per la sanità, ha una tradizione di equilibrio tra sviluppo e coesione sociale: a partire da questi dati dobbiamo sapere guardare avanti e vedere la Toscana del futuro. – ha proseguito Marras - Siamo pronti a continuare a riformare questa Regione, ce lo hanno chiesto i cittadini e siamo onorati di farlo”.
“Abbiamo già intrapreso nella scorsa legislatura un processo di riforma e modernizzazione della Toscana che si è inserito in uno più ampio a livello nazionale. – ha sottolineato Paolo Bambagioni - L’impegno e la responsabilità sarà portare avanti al meglio questo processo non più rimandabile, concentrandoci sulle priorità per i cittadini toscani, dalle infrastrutture, penso al sistema aeroportuale o a quello tramviario, all’economia e al sostegno alle imprese ”.
Di “sindaci punto di riferimento sui territori, collegamento con le nostre comunità, con cui condividere le principali sfide che abbiamo di fronte, dalla riforma sanitaria, a sicurezza, sburocratizzazione, sostegno alle imprese e difesa dei posti di lavoro così come processi di delocalizzazione che portino pari condizioni di accesso al lavoro per chi vive in città o in campagna, per una Toscana modello nazionale di laboratorio politico-istituzionale” ha parlato invece Stefano Scaramelli, sindaco di Chiusi fino al suo ingresso nell’assemblea toscana.
Secondo Ilaria Bugetti, “in Toscana si parte da un livello di eccellenza, una sfida quindi ancor più complessa e appassionante sarà quindi quella di continuare a esserlo e realizzare un modello di sviluppo in vari settori, a partire dalla riforma sanitaria, promuovendo la digitalizzazione e la razionalizzazione mettendo al centro i territori, al sociale, valorizzando l’integrazione con il terzo settore, all’ambiente, ponendoci l’obiettivo di una regione a ‘amianto zero’ “.
“Rimettere il futuro nelle mani delle persone che lavorano, una missione storica su cui dobbiamo concentrare il nostro impegno, lo dico provenendo da un luogo simbolo della manifattura e del movimento operaio”: sono le parole di Gianni Anselmi, che ha ribadito l’importanza dell’accordo siglato oggi al Mise per Piombino ma anche del Protocollo di Intesa per Massa Carrara e l’Accordo di programma per Livorno. “Questi possono essere un modello vincente, un metodo utile ad altri territori della Toscana.”, ha fatto presente.
Stefano Baccelli ha ringraziato il presidente Giani per aver annunciato la disponibilità a incontrare i familiari delle vittime della strage di Viareggio. “La decisione di Rossi di istituire una delega sulla sicurezza – ha detto – va declinata, a mio avviso, in senso ampio come sicurezza del territorio: le vittime di quel terribile evento sono state colpite mentre dormivano nelle loro case”. Baccelli ha poi parlato dei punti salienti del programma di governo “che non è una fotografia immutabile, ma che può essere migliorato e implementato con il nostro contributo”.
“Tradurre in realtà un programma di governo ambizioso, percorrere con forza la strada del cambiamento segnata dal governo nazionale e tornare a rendere credibile l’istituzione Regione”: è il compito di questo “Consiglio regionale profondamente rinnovato e ridotto nei numeri” per Antonio Mazzeo, che ha aggiunto: “la Toscana dovrà riuscire finalmente a correre a un’unica velocità, valorizzando le province della costa facendole ragionare davvero in una logica di Area Vasta e offrendo a tutti le stesse opportunità e le stesse possibilità di crescita e sviluppo”.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
