Ancora oggi, nel 2015, la quantità di cibo che viene sprecata è altissima. Stando ai dati Fao, ogni anno 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate, gettate via come fosse spazzatura.
Di fronte a tale dato allarmante, rincuora che siano sempre più numerose le iniziative che coinvolgono enti nazionali e locali, associazioni ed esercizi commerciali, dalla grande distribuzione al singolo bar per evitare lo spreco di cibo.
In Danimarca il movimento di consumatori Stop Wasting Food porta avanti la lotta allo spreco alimentare con campagne di sensibilizzazione nelle scuole, conferenze pubbliche e seminari; in alcuni comuni del Belgio una nuova norma impone ai supermercati di donare i prodotti invenduti ancora buoni alle associazioni di volontariato che li ridistribuiscono alle persone indigenti.
E' notizia di questi giorni che in Francia è stata emanata una legge che prevede il reato di spreco e multe per i grandi magazzini che non donano gli avanzi. Questo messaggio alla lotta contro lo spreco di cibo è stato accolto con favore anche in Italia dal Presidente della Repubblica Mattarella e dal ministro all'Ambiente Gian Luca Galletti.
Nel comune di Milano sono molteplici le iniziative che sono state intraprese per combattere gli sprechi alimentari: dalle “Formichine salvacibo”, alla possibilità di “adottare un nonno a pranzo” fino all'iniziativa "Io non spreco" che consente agli alunni delle scuole primarie di portare a casa con un sacchetto "salvacibo" alcuni alimenti avanzati.
Di fronte a tutte queste pratiche virtuose che si stanno sviluppando in Europa e in Italia, possiamo affermare con orgoglio che “ tutto il mondo è paese”?
No, perché nel nostro piccolo Comune, in cui già da anni erano state intraprese alcune pratiche virtuose per ridurre gli sprechi alimentari e ne è un esempio l’iniziativa “Buon Fine; da Spreco a Risorsa” è stato deciso di annullare la donazione del cibo avanzato della mensa scolastica alla Caritas che provvedeva poi a redistribuirlo a 25 famiglie in difficoltà del territorio. Per tutto l’anno scolastico si è preferito buttare il cibo, piuttosto che donarlo a persone in difficoltà.
Come gruppo consiliare abbiamo presentato una mozione con cui ci auguriamo che l’ amministrazione comunale valuti la fattibilità di alcune iniziative che abbiamo proposto per promuovere il riutilizzo dei cibi non consumati nelle mense scolastiche. Nello specifico proponiamo che tutti i bambini possano portare a casa la frutta, il pane, lo yogurt o il budino che non avranno consumato durante i pasti, chiediamo il ritiro di tutti i pasti non serviti e consegnati ad enti assistenziali per una loro successiva ridistribuzione e che sia data la possibilità agli anziani con difficoltà economiche di ritirare i pasti presso la scuola più vicina alla loro abitazione.
Ci auguriamo un’inversione di tendenza per il prossimo anno scolastico, perché se “errare è umano, preservare è diabolico!
Alberto Guercini
Silvia Pieri
Per Agliana in Comune