«Questo luogo – ha aggiunto – non ha semplicemente il ruolo istituzionale che le leggi gli affidano ma anche quello di rappresentare un motore di cultura, un motore di impulso, etico, sociale e culturale nei confronti della città. Il fatto che la proposta non sia nata dall’alto, ma sia nata dalla comunità dimostra come sia vissuto dalla comunità fiorentina, non solo negli angusti confini delle attività istituzionalmente affidate a chi qui opera e lavora, bensì anche al ruolo culturale e civile che in generale che questo luogo può esercitare. E, non ultimo, educativo perché proprio qui con l’allora ministro Cancellieri e il sindaco Renzi abbiamo inaugurato un asilo nido a dimostrazione di come sia plurale la vita di questo luogo e di come sia immersa nel contesto cittadino e urbano».
«Questa scelta non è casuale – ha proseguito il sindaco Nardella – l’aspetto che colpisce di Calamadrei è il tratto poliedrico, una personalità molto vivace, sempre presente nella vita cittadina che come pochi ha saputo coniugare diverse esperienze, diverse competenze e diversi ruoli: giurista, intellettuale, costruttore di regole e di politica».
«La sua poliedricità – ha concluso – la ritrovo anche nel Palazzo di giustizia che spalanca le porte e non le chiude, un Palazzo che sempre di più deve e vuole essere una casa trasparente, una casa nella quale ogni cittadino possa riconoscersi, un luogo visto non solo come luogo dove si consumano conflitti ma come luogo dove si ripristina il principio della legalità, della giustizia nel quale ogni cittadino si possa sentire davvero al sicuro».
Fonte: Comune di Firenze - Ufficio Stampa
