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L'intervento di Ribechini: "Dopo le Regionali ci vuole una grande sinistra, unita e alternativa"

Maurizio Ribechini

Le recenti elezioni regionali fanno emergere un quadro nazionale negativo per le forze che si collocano alla sinistra del PD,  nella nostra regionale è invece da valutare come positivo il risultato di "Sì Toscana a sinistra" che con il 6,3% ha eletto due consiglieri regionali, entrambi senza tessera di partito.

Una lista che ha saputo sintetizzare le esperienze partitiche con quelle nate dal basso e che non a caso è risultata la più votata in tutta Italia. E' necessario registrare che i candidati espressione dei partiti tradizionali, nonostante risorse militanti e materiali maggiori, non hanno ottenuto i risultati sperati.

Dall'altro invece i candidati provenienti dal basso, proposti da esperienze civiche e sociali significative, hanno avuto ovunque molti voti, segno di un particolare radicamento sociale e di un lavoro capillare svolto per anni (e non solo nel mese pre-elettorale) nei rispettivi territori.

E' da questo dato che occorre ripartire. I risultati ottenuti dimostrano che i partiti della sinistra attuale da soli non vanno da nessuna parte, non hanno più nessuna rendita di posizione da difendere e anzi parlano a una fetta sempre minore della società.

Se essi sono piombati in questa situazione non è certo per colpa del destino cinico e baro, ma invece di scelte sbagliate ripetute negli anni da parte dei propri dirigenti, nazionali e locali: alcuni sono stati troppo subalterni rispetto al PD mentre altri si sono rinchiusi nel settarismo, entrambi non sono comunque riusciti a spostare di un centimetro in avanti le condizioni materiali delle persone che volevano rappresentare.

Occorre adesso che questi partiti escano dai rispettivi recinti e mettano a disposizione le proprie migliori energie militanti per la costruzione di qualcosa di più grande.

E' sempre più urgente creare un soggetto unitario della sinistra che sappia parlare un linguaggio nuovo, che trasmetta la speranza di poter vincere e quindi di poter essere utile socialmente, oltre che rappresentare una valida alternativa di sistema e di società.

In tutta Europa soffia un forte vento di cambiamento (Syriza in Grecia e Podemos in Spagna, ma anche in Francia e Germania la sinistra ha risultati da doppia cifra), ora anche in Italia serve ricostruire una vera alternativa.

Occorre ripartire dal basso e da una nuova generazione che non sia prigioniera di logiche vecchie che hanno prodotto le sconfitte del passato, ma che abbia invece l'entusiasmo di cimentarsi con la ricostruzione di una comunità sociale e politica.

Alle persone comuni, giustamente, interessa poco dell'unità di una sinistra che si pone il solo obiettivo di superare uno sbarramento elettorale, piuttosto esse vogliono capire che cosa proponiamo per uscire dalla crisi economica, per superare i privilegi della politica, per difendere sanità, trasporti e beni comuni, insomma come incidiamo concretamente per migliorare le vite di tutti.

E' in questa direzione che vale la pena di impegnarsi e personalmente a maggior ragione intendo farlo nei prossimi mesi e anni con la spinta e la forza avuta dai tanti che hanno creduto in me in queste elezioni regionali.

Fonte: MAURIZIO RIBECHINI candidato elezioni regionali Sì Toscana a Sinistra circoscrizione provinciale di Pisa

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