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Previsioni a medio termine 10 giugno - 17 giugno

Dopo una settimana come quella appena trascorsa, soggiogati da una moderata ondata di calore, nei prossimi 7/10 giorni, il tempo proverà a tornare lentamente, nei ranghi stagionali, certamente più consoni alla seconda decade di giugno, visto che nella prima abbiamo oltrepassato con punte di 6/8 C° l'asticella delle medie stagionali. Il " potrebbe " è figlio di una situazione non del tutto chiara, specialmente andando oltre l'avvio della prossima settimana, con i modelli ancora non del tutto appaiati, nel collocare una chiara via d'uscita, dall'impianto barico preesistente.

Scendiamo nel dettaglio previsionale, con un progressivo logoramento dell'immenso campo anticiclonico, che si dividerà inizialmente in due parti, con l'anticiclone delle Azzorre posizionato sull'Irlanda e quello africano sceso di latitudine sull'Africa Settentrionale, costretto ad abbassare la cresta, da una goccia instabile stazionante sul golgo di Biscaglia. L'Italia si troverà quindi in un contesto più vulnerabile alle infiltrazioni di aria più fresca, favorendo nella giornata di domani rovesci e temporali sparsi, più probabili nelle ore centrali della giornata, e nelle zone interne.

Da giovedì, l'approfondimento della goccia fredda sulla penisola Iberica, darà luogo ad una temporanea risalita dell'alta africana, inibendo nuovamente i fenomeni termoconnettivi e rialzando le temperature di qualche grado, dopo il parziale calo che interverrà nella giornata di domani. Arrivati al fine settimana, la depressione muoverà verso Est, riaprendo lo scenario instabile pomeridiano, con rovesci al momento più probabili in Appennino e nelle estreme zone meridionali. Per tutte le altre zone, caldo nuovamente umido e quindi più afoso, anche a causa delle frequenti nubi alte e livellate che scorreranno durante le ore centrali del giorno.

 

Con l'apertura della prossima settimana i modelli divaricano le loro strade. Da una parte GFS, che continua a prevedere l'avanzata del nucleo depressionario verso Est, con un'ulteriore apporto nord-atlantico, destinato ad approfondire un nucleo italico, in grado di spazzare via il caldo e l'umidità dei giorni precedenti, a suon di temporali e rovesci estesi a tutta la regione. Sull'altra sponda ECMWF, con il modello europeo, che non vedrebbe alcun movimento del nucleo depressionario verso di noi e quindi, permarrebbero condizioni spesso stabili, con solo una vivace instabilità diurna nelle zone dell'interno. La mappa che postiamo è una "mediazione" tra i due modelli per cercare un parziale punto di accordo predittivo.

Perseguendo la seconda delle ipotesi, lo step previsionale si chiuderebbe più o meno come si è aperto, con la residua goccia fredda in lento esaurimento sulla Spagna, l'anticiclone Africano confinato nelle zone Meridionali della penisola e l'anticiclone delle Azzorre nuovamente in risalita verso nord, con la Toscana, che continuerebbe a vivere una perenne fase interlocutoria, senza un reale cambio circolatorio.

 

 

Visto il contesto di generale incertezza che verte sulla prossima settimana, sarà decisivo l'editoriale di venerdì, quando torneremo ad aggiornarci sulla situazione a medio termine. Tenendo comunque conto del contesto barico attuale, possiamo considerare non ancora del tutto chiusa la fase calda degli ultimi giorni, con il " rigurgito " che da giovedì tornerà a farsi insistente, ma altresì intravedere un periodo meno esasperante dal punto di vista termico, riportando la stagione nei binari della normalità termica.

E' lapalissiano a tutti che non possiamo pretendere termiche primaverili nel mese di giugno, ma neppure convivere con valori over 34/35 C° per giorni o addirittura settimane.

 

 

Gordon Baldacci

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