Il Comitato L’infanzia non si appalta, nato nel mese di marzo su iniziativa dei genitori contrari all’appalto dell’orario pomeridiano delle scuole dell’infanzia comunali e alla privatizzazione dei nidi, non molla.
La protesta prosegue infatti con nuove iniziative, perché la realtà della situazione emerga forte e chiara anche a fronte di nuove proposte da parte dell’Amministrazione: ultima in ordine di tempo quella di tenere aperti gli asili nido aperti fino all'ora di cena. «Vedremo, non parliamo di orari per ora.
Quello che posso dire è che da settembre lanciamo un sondaggio fra i genitori: vediamo quali sono le domande, le esigenze. Ma se avessimo una massa critica di persone che ce lo chiedono potremmo valutare l'organizzazione di un servizio che si prolunghi arrivando oltre le 17.30», annuncia Cristina Giachi Vicesindaca e Assessora alla Pubblica Istruzione.
“Una manovra pubblicitaria per ‘tenere buoni’ i genitori: da una parte, il bastone dell’appalto parziale delle scuole dell’infanzia e totale di molti asili nido; dall’altra, la carota della valutazione del prolungamento del servizio educativo dei nidi per venire incontro alle ‘nuove esigenze delle famiglie’ e per ‘la necessità di adattare il nostro welfare e renderlo più flessibile’.
Peccato che numerosi pedagogisti, fra cui il Prof. Guerra - Direttore del Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Alma Mater di Bologna - abbiano più volte espresso parere contrario, parlando di “bambini di un anno o poco più, sballottati come pacchi, giorno e notte, affidati ad educatori diversi” sostiene il Comitato l’Infanzia non si appalta.
A seguito dell’uscita del bando di appalto, i genitori si sono mobilitati con una lettera di diffida all'Ufficio scolastico regionale che sottolinea in primo luogo come l'appalto, dimezzando di fatto il tempo scuola (il pomeriggio si faranno solo attività aggiuntive al POF), non permetterà di mantenere gli standard di parità.
“La nostra Amministrazione sta programmaticamente smantellando scuola dell’infanzia e asili nido. Adesso ci tocca anche sentire che si spenderanno altri soldi per un sondaggio: strumento di una falsa consultazione dei cittadini, con malcelata mancanza di trasparenza e chiarezza.
Ci sentiamo presi in giro per l’ennesima volta – proseguono i genitori del Comitato- e continuiamo a percepire un atteggiamento di distacco, come è emerso anche dalle recenti dichiarazioni del Sindaco Nardella che, dopo un prolungato silenzio davanti ai presidi e ai pic-nic in piazza, alle discussioni on line e sulla stampa e alle tante immagini della protesta, ha usato parole
provocatorie tentando di contrapporre genitori buoni e desiderosi di non privare i propri figli di un solo giorno di scuola a genitori che li ‘usano’ per una protesta strumentale”.
La risposta delle famiglie al Sindaco Nardella è ferma è chiara:
“Ci saremmo aspettati che il nostro Sindaco fosse la prima voce a sostenere la necessità di comunicare in modo trasparente e di coinvolgere le famiglie prima di procedere a mettere in atto un progetto di riforma organizzativa della scuola dell’infanzia.
Dal nostro Sindaco ci saremmo aspettati argomentazioni serie e competenti sulla scelta di appaltare una così consistente parte dell’orario e di conseguenza dell’offerta formativa, anche sulle criticità della situazione da gestire a livello amministrativo.
Ci saremmo aspettati la capacità di coordinare un fronte comune davanti alle difficoltà, di avanzare richieste a livello nazionale e di trovare insieme soluzioni.
Dal nostro Sindaco ci saremmo aspettati attenzione e ascolto prima verso le richieste di informazioni e poi verso la mobilitazione dei genitori e dell’intera comunità educativa.
Dal nostro Sindaco ci saremmo aspettati attenzione per i contenuti della partecipata assemblea cittadina convocata al riguardo, risposte alle 5.ooo firme di cittadini e cittadine raccolte, protocollate e depositate in Palazzo Vecchio.
Noi difendiamo il loro diritto a un’educazione di qualità, come quella che fino ad oggi hanno ricevuto e lo facciamo contro tagli di bilancio mascherati da progetti pedagogici.
Noi difendiamo il valore dell’educazione come bene fondamentale della comunità intera.
Noi difendiamo il diritto degli insegnanti a svolgere il proprio fondamentale compito educativo nelle migliori e più eque condizioni di lavoro.
Noi difendiamo il diritto di tutte le componenti della scuola a essere coinvolte nel disegno di progetti di riforma che le riguardano direttamente come insegnanti, genitori, alunni o personale.
Lo facciamo la sera nelle riunioni, dopo aver messo a letto i figli; lo facciamo on line nel tempo libero che, come sa chi dei figli si prende cura, non esiste! Lo facciamo nelle pause di lavoro e talvolta quando lavoriamo.
Lo facciamo anche scendendo in piazza e lo facciamo anche con i nostri bambini e le nostre bambine: diamo vita a piazze giocose, festanti, adeguate alle loro esigenze, che li sappiano accogliere e li vedano protagonisti, come in tanti ci hanno riconosciuto in questi mesi.
In tanti hanno riconosciuto il valore e il significato della nostra protesta ma non il nostro Sindaco che, evidentemente, è solo il Sindaco della nostra città!”.
Per saperne di più e offrire il proprio aiuto alla protesta è possibile visitare il sito www.linfanzianonsiappalta.it e la pagina FB L’infanzia non si appalta.
Fonte: Comitato L'infanzia non si appalta
