Assemblee dei lavoratori molto partecipate (seguite da sit-in e presìdi) a Firenze e negli altri capoluoghi, oggi, nella giornata di mobilitazione del personale delle Province, indetta da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.
La situazione resta complicata: otto Province toscane (praticamente tutte tranne Firenze e Livorno) stanno per avviare le procedure di pre-dissesto, perché già con il taglio del 2015 non sono in grado di presentare bilanci in equilibrio. Sono a rischio quindi i servizi che la legge Delrio assegna alle Province, in primis la manutenzione delle strade e degli edifici scolastici. A questo si sommano le incertezze sulla continuità dei servizi di Protezione civile, della salvaguardia dell’ambiente, il ruolo della Polizia provinciale e dei servizi per l’impiego. E poi, va da sé, ci sono nubi sul futuro dei dipendenti delle Province stesse.
Lavoratori e sindacati oggi hanno resa pubblica una lettera aperta ai candidati Governatori e Consiglieri regionali di tutti i partiti con sei domande sulla situazione delle Province, sei punti sui quali si chiede un impegno esplicito. Ecco i sei impegni richiesti: 1) Si impegna a garantire le risorse necessarie per il trasferimento di funzioni e personale? 2) Si impegna ad aprire un confronto con le parti sociali per monitorare i processi e condividere le soluzioni? 3) Si impegna a valorizzare professionalità, saperi ed esperienze mantenendo le funzioni trasferite vicine a cittadini e imprese? 4) Si impegna a garantire un percorso di assorbimento e di stabilizzazione del personale precario? 5) Si impegna a chiedere al Governo di trovare in tempi rapidi soluzioni su centri per l’impiego e polizia provinciale e a garantire in fase transitoria la continuità dei servizi? 6) Si impegna a chiedere al Governo di trovare le risorse necessarie per garantire nel nuovo ente di area vasta la continuità dei servizi e il livello occupazionale del personale che rimane?.
All'assemblea e al sit-in di Firenze erano presenti i sindacati di categoria regionali. “C'è forte preoccupazione, noi continuiamo questa vertenza per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni affinché si trovino delle soluzioni a partire dalle polizie provinciali, i centri per l'impiego, la stabilizzazione dei precari storici, la continuità dei servizi, la manutenzione di strade e scuole. Senza risorse, gli enti rischiano il dissesto, e lo stesso vale per i servizi per i cittadini”, ha detto Debora Giomi (Fp Cgil Toscana). Ha aggiunto Marco Bucci (segretario generale Cisl Fp Toscana): “Ci sono rischi per la collettività, per i servizi ai cittadini, e si delinea un vuoto istituzionale. I lavoratori e il sindacato chiedono alla politica di assumersi la responsabilità. Siamo sotto elezioni: chiediamo presenza e risposta. La politica non deve attenzione soltanto a noi, ma ai cittadini tutti, che meritano servizi efficienti e di qualità”. Ha concluso Paolo Becattini (Uil Toscana): “Un importante segnale è arrivato dalla Toscana rispetto alla riforma annunciata dal Governo. Riusciti in tutto il territorio i presìdi dei lavoratori contro la svendita dei servizi pubblici. I tagli metteranno a rischio non solo i posti di lavoro: ma non si dovevano fare nuove assunzioni? La lotta prosegue, la prossima tappa è Roma per una grande manifestazione nazionale”.
Fonte: CGIL Toscana
