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Regionali, Stella (Fi): "Escludere dalla direttiva Bolkestein ambulanti e balneari"

Marco Stella

Un giro d'affari di oltre un miliardo di euro, 700 mercati, quasi 11mila esercizi e più di 13mila addetti. Sono i numeri del commercio ambulante in Toscana, la regione del centro nord con la più elevata densità di esercizi rispetto alla popolazione residente. "Un mondo che crea ricchezza e occupazione, ma che rischia di essere travolto dalla direttiva europea Bolkestein", ha spiegato oggi in conferenza stampa il capolista di Forza Italia alle regionali nel collegio Firenze 1, Marco Stella, insieme all'eurodeputato azzurro Antonio Tajani, primo vicepresidente del Parlamento Europeo. "Per questo mi batterò, insieme a Tajani - ha spiegato Stella - per escludere dalla dicitura ‘risorse naturali limitate’ il suolo pubblico, e quindi far uscire dall'ambito di applicazione della Bolkestein appunto mercati, fiere e chioschi, e anche i balneari. Gli ambulanti, infatti ‘occupano’ anziché ‘sfruttare’ il suolo pubblico, lo fanno solo per poche ore alla settimana e non vendono ‘risorse naturali limitate’, ma semplicemente la loro merce: includere gli ambulanti nella Bolkestein è una forzatura".

Sono sette, in totale, le proposte di Stella per il settore del commercio: "Proroga di dieci anni per l'applicazione della direttiva Ue - propone il candidato azzurro -. Lotta all'abusivismo commerciale tramite la creazione di una task force regionale antiabusivi; istituzione di un tavolo di programmazione stabile al quale possano partecipare rappresentanti delle istituzioni e delle categorie; finanziamenti europei per gli ambulanti; istituzione, all'interno della direzione Sviluppo economico della regione, della figura del Manager dei mercati, e infine, il cartello identificativo per i banchi con regolare autorizzazione".

Il 28 maggio si discuterà al Parlamento Europeo il "'Made In', una battaglia che stiamo combattendo da anni - ha spiegato poi Tajani -. Gli stati membri dell'Unione dovranno approvare la mia proposta, che ha avuto grande successo a Bruxelles.  Adesso vediamo se il Governo Renzi sarà capace di ottenere il 'Made In' per i prodotti non alimentari. Fallire il 28 sarebbe un danno enorme per tutto il nostro comparto industriale. Ottenere il 'Made In' significa poter realizzare decine di migliaia di nuovi posti di lavoro".

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