In realtà non ci sono cose strane. Al massimo sono incomprensibili oppure possono apparire tali “Non ci sarà nessuna distinzione tra categorie di malati. Tutti avranno le cure per l’epatite C. Con farmaci innovativi. In 5 anni eradicheremo malattia dall'Italia" Queste le dichiarazioni pubblicamente e tante volte ripetute dal Ministro Lorenzin.
Il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi conferma che i recenti farmaci innovativi per l'epatite C, che in Italia colpisce circa un milione di persone causando 11 mila morti l’anno, saranno concessi a tutti i pazienti. L’Associazione Epac Onlus dei pazienti con epatite C, che dovrebbe plaudire la Lorenzin e Rossi, pone una serie di interrogativi e dubbi sulla sostenibilità della spesa. Luca Pani Presidente dell’AIFA si mostra insofferente verso la Toscana che cerca una sua via, già in passato percorsa con successo, per ridurre ulteriormente i costi intervenendo sulle aziende per far abbassare i prezzi.
Si può non essere d’accordo nel ridurre il più possibile la spesa? Dov’è il problema se parliamo nell’interesse, e solo in quello, dei cittadini bisognosi di cure? Il resto lasciamolo da parte. Rientra nel novero delle cose strane, incomprensibili o che possono apparire tali. Piuttosto che ragionare per slogan a chi la racconta meglio dovremmo applicare il principio, sempre valido, di dare il farmaco sulla base dell’appropriatezza. Darlo cioè a chi può guarire. Nessuno di meno. Nessuno di più se l’obiettivo della guarigione non è concretamente perseguibile. Gli sprechi non piacciono a nessuno. Neanche e specialmente ai cittadini, soprattutto quando è in gioco la loro salute.
Adriano Amadei, Segretario di Cittadinanzattiva della Regione Toscana
Dott. Domenico Gioffrè, Coordinatore del Tribunale per i diritti del malato della Regione
Fonte: Ufficio Stampa
