Ieri sera (venerdì 22 maggio) ho partecipato a un'iniziativa di lotta alla mafia a Cerreto Guidi: è un tema che da sempre sento molto vicino, e su cui continuerò a impegnarmi anche dopo la campagna elettorale.
Nel 2008, pochi mesi dopo la nascita del Pd, che nelle speranze di milioni di italiani rappresentava un'idea diversa, buona, di politica, insieme all'allora Segretario Walter Veltroni lanciammo da tutte le piazze d'Italia l'operazione “liste pulite”, al grido di “Non vogliamo i voti della camorra e della mafia!”. Negli stessi giorni approvavamo, primo partito del Paese a farlo, uno stringente Codice etico.
Continuo a essere convinta che per far ripartire l'Italia e per ridare dignità alla politica dobbiamo sempre tenere ferma la barra su legalità, trasparenza e lotta alla mafia. Gli “impresentabili” candidati a sostegno di De Luca sono una pessima pagina della politica italiana, e male fa il Pd a fare finta di nulla. Ha ragione Matteo Renzi quando dice che quei candidati sono imbarazzanti e invotabili, ma l'imbarazzo non basta, come ha giustamente denunciato Roberto Saviano: basta col nascondere la polvere sotto il tappeto, bisogna che questi casi finiscano.
Voglio un Pd diverso (e credo che come me lo vogliano tanti italiani) perché non voglio più vedere nelle nostre liste candidati indagati e “impresentabili”, e perché penso che l'impegno quotidiano di tanti amministratori locali e di militanti, che ogni giorno lottano per la legalità, meriti più rispetto.
