Sarà la magistratura a stabilire se ci sono responsabilità nell’incendio che ha distrutto il prefabbricato che ospitava l'Ipia del Ferraris-Brunelleschi di Empoli. Ma indubbiamente la vicenda è diventata anche un caso politico: sul banco degli imputati ci sono le politiche sulla scuola e soprattutto sull’edilizia e la manutenzione delle strutture.
Ad alimentare la polemica oggi, mercoledì 20 maggio, l’onorevole Massimo Artini del Gruppo Misto, ha effettuato un sopralluogo all’Istituto empolese e si è trattenuto per circa un’ora con la preside Daniela Mancini per discutere delle condizioni generali della scuola.
“Siamo qui – spiega Artini - per capire cosa ha portato a questo, cioè strutture nate come temporanee che restano in questo stato per la profonda mancanza di programmazione politica della Provincia, della Città Metropolitana e dell’Unione. È assurdo che si permetta di studiare in un prefabbricato per terremotati”.
L’onorevole Artini punta il dito contro il caos amministrativo intorno alla gestione del settore scolastico del territorio: di fatto, con la dissoluzione delle Province, la delega alla scuola è passata alla Città Metropolitana, ma la delega alla manutenzione degli edifici scolastici resta all’Unione dei Comuni dell’Empolese-Valdelsa. Una divisione che certo non giova alla gestione complessiva del settore e, implicitamente, pone un veto a eventuali piani strategici complessivi.
“Non esiste un delegato alla scuola, - spiega Artini - né agli affari finanziari. Con chi dovremmo relazionarci per fare le nostre richieste? La preside ha più volte sollecitato un intervento, ma senza ottenere risposta”.
A questo si aggiunge la paradossale amnesia legislativa che rende la Città Metropolitana, almeno per il momento, un Ente senza un preciso motivo di esistere: le deleghe sono incerte, i finanziamenti scarseggiano.
“Al di là della crisi e degli impegni di spesa c’è un grave problema normativo – continua Artini – che il governo dovrà presto risolvere. Bisogna capire chi ha la delega per cosa e come gestire i finanziamenti”.
Insomma prima ancora dello sforzo di trovare i soldi servono i mezzi per poterli spendere.
I fondi, poi, devono essere trovati: Matteo Renzi promise 3 miliardi di investimento complessivo di cui, almeno per il momento, è stato speso meno di un terzo. Intanto nel DL Scuola, in discussione oggi, si parla d’altro e gli impegni di spesa saranno oggetto, semmai, dei decreti delegati.
“Al momento - spiega Artini - non ho informazioni precise riguardo a fondi speciali per la scuola. Tutto sarà valutato successivamente”.
Intanto l'onorevole ha annunciato di aver proposto un piano edilizio che ponga fine alle spese affittuarie degli edifici scolastici: ad esempio nell’Empolese-Valdelsa si spende circa 760mila euro che potrebbero essere riassorbiti attraverso l'utilizzo di immobili di proprietà.
In merito al DL Scuola: “Si cerca di risolvere il caos perpetrato in 20 anni di politiche sbagliate attraverso quello che a mio avviso è solo uno spot elettorale: l’assunzione di 100mila persone, troppo poche”.

Giovanni Mennillo