Tutto quello che un lavoratore deve sapere per operare in sicurezza. Da quello che indicano i cartelli della prevenzione al quadro normativo, dagli organigrammi aziendali preposti ai controlli ai fattori di rischio, dagli elementi di primo soccorso ai danni provocati dal fumo passivo. E poi le attrezzature di lavoro, la prevenzione degli incendi, i rischi causati dagli agenti chimici, cancerogeni, mutageni e da quelli fisici, comprendendo le radiazioni ionizzanti, quelle non ionizzanti, ma anche il rumore, le vibrazioni, gli ultrasuoni, il microclima.
Un capitolo è dedicato ai videoterminali e in generale all’attività di ufficio, un altro alla movimentazione manuale dei carichi e dei pazienti, uno ai fattori ergonomici, uno allo stress lavoro-correlato e ancora ai dispositivi di protezione individuale o alla tutela della maternità.
È il “Manuale per l’informazione sulla salute e sicurezza” destinato ai lavoratori dell’Azienda sanitaria di Firenze messo a punto dal servizio aziendale di prevenzione, il Sepp che viene dato ai lavoratori al momento del loro ingresso in Azienda ed è inserito nel più completo programma di formazione portato avanti dalla Asl 10.
Lo scopo è quello di fornire una prima panoramica generale sulla normativa specifica, sull’applicazione della stessa nella realtà aziendale e su quali sono i possibili rischi presenti nelle diverse attività svolte in azienda. È uno strumento operativo agile ed utile – 80 pagine in formato A4 – creato per dare indicazioni e risposte di base ai dubbi che si possono avere in materia di igiene e sicurezza nel luogo di lavoro.
Nell’introduzione al volume il direttore generale dell’Azienda sanitaria di Firenze Paolo Morello Marchese scrive «può capitare, fa parte del destino, che la salute sia messa a repentaglio o si incorra nelle minacce della malattia, e medici, infermieri, operatori sanitari e su su fino al direttore generale di una Asl o all’assessore alla salute o al ministro preposto sono lì proprio per far fronte e dare quanto più si può contro l’ineludibile. Ma la trascuratezza, l’imprevidenza, la sottovalutazione, la mancanza di cautela e scrupolo sono gravi e fa rabbia leggere di sciagure che le statistiche dicono il più delle volte potevano essere evitate. Per questo è importantissimo il lavoro di quanti, prima di curare, sono in prima fila a prevenire, fanno indossare il casco o mettono in evidenza che c’è uno scalino e bisogna stare particolarmente attenti o nello svolgimento di quelle operazioni è indispensabile seguire una determinata procedura».
Fonte: Ufficio stampa Az. Sanitaria Firenze
