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Ritagli d'Europa, nasce la Carta Blu di Firenze: desideri, sogni e critiche degli studenti universitari

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Un documento per mettere nero su bianco quello che gli studenti dell'Ateneo fiorentino sognano dall'Europa, dalle politiche di Bruxelles e dai percorsi di inclusione per diventare cittadini europei consapevoli. Ma soprattutto un modo per mantenere attivo un osservatorio permanente sui desideri che tutti gli under 30 in riva d'Arno coltivano verso l'Unione Europea.  È la Carta Blu di Firenze, il documento redatto dai 70 giovani che hanno preso parta a Ritagli d'Europa, evento partecipativo organizzato lo scorso 7 maggio al Palagio di Parte Guelfa da ReteSviluppo con il supporto di Cantieri Animati nell'ambito delle iniziative legate al Festival d'Europa.

 

IL GRUPPO DI LAVORO «Protagonisti assoluti dell'evento – spiega Lapo Cecconi, presidente di ReteSviluppo – sono stati gli studenti dell'ateneo fiorentino. La loro missione: sedersi al tavolo in gruppi di lavoro e ritagliare un'immagine scelta fra il materiale giornalistico messo a disposizione che incarnasse la loro personale idea di Europa. Il secondo passo è stato una seduta di brainstorming per produrre proposte concrete su tematiche come diritti di cittadinanza e welfare, sviluppo sostenibile e ambiente ma anche formazione e lavoro. Il lavoro dei tavoli – prosegue – è stato raccolto nella Carta Blu che oggi rappresenta il primo tentativo fiorentino di disegnare l'immagine dell'Europa dove i nostri studenti si aspettano di costruire il proprio futuro. Chiedere direttamente a ragazzi cosa vogliono per il loro avvenire è stato il primo mattone di un progetto che sta prendendo forma: dare vita ad un laboratorio permanente dei "desiderata" dei nostri under 30 su un Europa che ormai non è più una realtà lontana e anonima, anzi ha ruolo sempre più incisivo nelle politiche locali e nei nostri territori ».

 

I DESIDERI L'immagine disegnata dagli studenti è quella di un Europa ancora sospesa fra luci ed ombre. I desiderata: un Europa più attiva, presente, meno ammalata di «protocollite», più amica dei giovani. Si parte con il capitolo Sviluppo e ambiente. Qui gli studenti hanno evidenziato come sia necessario puntare verso nuovi orizzonti pioneristici per la produzione di energia pulita, diversi da eolico e fotovoltaico. Lo strumento per realizzare questa rivoluzione: trasformazione del dna culturale degli stati membri e la percezione dell'importanza di questo tema nei singoli individui. Ma anche uno stop all'eccesso di protocolli in assenza di un braccio operativo in grado di farli applicare. Si prosegue col tema Lavoro dove il comune denominatore evidenziato dagli studenti è stata la possibilità di istituire cooperative di respiro europeo che riescano a sprigionare lavoro negli stati membri combattendo attivamente la disoccupazione. Al tavolo dedicato alla Formazione e Istruzione, il gruppo di lavoro ha espresso il proprio disappunto nei confronti di un sistema di educazione che non premia il merito e offre poche opportunità. Stanchi di essere definiti pigri, gli studenti si sono impegnati nel cercare di individuare, grazie alle proprie esperienze, potenziali soluzioni per riattivare un "sistema che si è inceppato". Ampiamente discussa è stata inoltre la problematica dei fondi annualmente dedicati alle università. Occorrerebbe incrementare e razionalizzare i progetti. lo stesso programma Erasmus, che mobilita ogni anno migliaia di studenti, necessita di essere revisionato per consentire davvero pari opportunità di partecipazione.

L'attenzione degli studenti si è infine concentrata sul capitolo integrazione e benefici dei cittadini europei. La richiesta unanime è stata una minor indifferenza verso l'Altro, in particolare i migranti e richiedenti asilo politiche che in questi giorni stanno arrivando sulle coste italiane.

Fonte: Ufficio Stampa

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