Ecco la dichiarazione del capolista ad Arezzo di Fratelli d’Italia ListeCivice alle Regionali
Non esagero: la difesa dell’ospedale San Donato è il nostro Piave. Ho partecipato come capolista di Arezzo per Fratelli d’Italia Liste Civiche alle Regionali al sit in di protesta contro la riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale. C’ero come aretino e come toscano. Come padre di famiglia e come cittadino. Perché tutti i cittadini, tutti i padri e le madri di famiglia, tutti i toscani e tutti gli aretini devono concentrarsi su questo fronte. Che è un fronte di prima linea anzitutto contro la riduzione dei posti letto nei nostri ospedali. Colui che io chiamo il Califfo governatore PD della Toscana ne rottama centinaia con la sua riforma. Enrico Rossi ci condanna a 3 posti letto ogni mille abitanti e condanna i malati cronici a non poter essere più ricoverati in ospedale. E’ un fronte, poi, contro la perentoria diminuzione imposta da questa riforma antipopolare al numero di medici e di infermieri. Anche nei nosocomi aretini saranno sostituiti con figure ausiliarie nell’ambito assistenziale, gli Oss. Si chiamademansionamento delle professioni, è da respingere com’è da ricacciare indietro la generale riduzione del personale dipendente delle Asl e altrettanto bisogna fare contro il giro di vite impresso alla centralizzazione del sistema decisionale e al controllo politico della Sanità esercitato in maniera più asfissiante di prima. Rossi ci racconta una storiella: se la Toscana porta le sue attuali 12 Asl a 3 di numero, con Arezzo inserita nell’Area Vasta comprendente le province di Grosseto e Siena elascia intonse le aziende ospedaliere universitarie, oltre così come sono il Mayer e la pisana fondazioneMonasterio, la Sanità toscana ottiene la bellezza di 250 milioni di euro, già quest’anno. E’ una bugia sua. E una grossolana balla del PD e soci. Rossi è smentito dal calcolo esatto e non demagogico dell’effettivo risparmio ottenibile con questa riforma draconiana, anche stante la riduzione degli stanziamenti dello Stato alla Sanità. E’ di due milioni, non di 150 volte tanto, l’economia che si verrebbe a realizzare con il taglio selvaggio di posti letto e meno medici e infermieri. E ancora: la turbo centralizzazione delle Asl, e la conseguente istituzione del Direttore Generale della Programmazione, che di fatto assume il Ruolo del Gestore Politico dell’intera Area Vasta. Poche economie,insomma, ma la drasticalimitazione dell’ autonomia gestionale delle attività negli ospedali. Destinati a diventare quattordici in tutta la Toscana. Ecco le conseguenze antipopolari di questa riforma sulla quale il PD, anche ad Arezzo, racconta una grossolana balla, sconfessato però da tutte quelle esperienze analoghe fino ad oggi tentate in Europa. Riforme come quella del “califfo” ricandidato governatore della Toscana hanno dato seguito ad un miglioramento dei servizi offerti a costi minori.
Quando dico che la nostra netta opposizione all’applicazione di questa riforma è la nostra linea del Piave, non esagero. Lo richiede necessario il futuro prossimo dinanzi al quale sarà posto ogni cittadino toscano, il quale avrà due sole alternative: o il pagamento diretto delle prestazioni o la sottoscrizione di una polizza assicurativa. Uno scandalo nello scandalo. Tale polizza gli consentirà di ottenere prestazioni nello stesso ospedale pubblico che già paga come contribuente del fisco.
Rossi e il PD fanno anche questo “regalo” agli elettori, ai toscani e agli aretini, oltre alla minore offerta pubblica per diagnostica e specialistica, il taglio dei ricoveri ospedalieri e l’introduzione del super ticket.
Ecco dove sta andando la Sanità in Toscana con la riforma eseguita dalle fanfare di Rossi e del PD. Dobbiamo opporre la nostra linea del Piave e dire che non passerà anche grazie al voto del 31 maggio a Fratelli d’Italia Liste Civiche.
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Fonte: Ufficio Stampa