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Giro d'Italia, sull'Abetone vittoria dello sloveno Jan Polanc. Contador è la nuova maglia rosa

Jan Polanc

Il 23enne sloveno Jan Polanc (Lampre-Merida) ha vinto la 5/a tappa del 98/o Giro d'Italia di ciclismo, da La Spezia all'Abetone, lunga 152 chilometri.

Polanc, che ha coronato con il successo una fuga partita dopo soli 16 dei 152 chilometri del percorso della 5/a tappa, ha preceduto sul traguardo di piazzale Europa, sull'Abetone, di 1'31" il francese Sylvain Chavanel (Iam cycling), secondo; Fabio Aru (Astana), terzo; lo spagnolo Alberto Contador (Tinkoff-Saxo), quarto; l'australiano Richie Porte (Team Sky), quinto.

Alberto Contador è la nuova maglia rosa del 98/o Giro d'Italia di ciclismo, al termine della 5/a tappa, da La Spezia all'Abetone, lunga 152 chilometri.

Il nuovo leader del Giro, Alberto Contador, precede di soli 2" nella classifica generale Fabio Aru e di 20" l'australiano Richie Porte. L'altro favorito, il colombiano Rigoberto Uran Uran, è piuttosto attardato dai rivali che si trovano ai vertici della graduatoria: il suo distacco adesso è salito a 1'22".

"Non avrei mai pensato di prendere la maglia rosa così presto. Adesso è una responsabilità in più per me e la squadra. Le cose positive sono che le gambe rispondono bene e che abbiamo staccato Uran Uran. Sono sempre contento di prendere la maglia rosa". Lo ha detto lo spagnolo Alberto Contador, dopo avere indossato la sua prima maglia rosa al Giro d'Italia 2015. "Non è importante avere addosso la maglia rosa adesso, ma l'ultimo giorno. Se devo essere sincero vorrei tenerla il meno possibile e prendermela l'ultimo giorno. Anche se essere leader in Italia è sempre bello", ha aggiunto.

Ordine d'arrivo della 5/a tappa del 98/o Giro d'Italia di ciclismo, da La Spezia all'Abetone, lunga 152 chilometri: 1. Jan Polanc (Slo) in 4h09'18" (+13" di abbuono) (km percorsi 152, media 36,582 km/h) 2. Sylvain Chavanel (Fra) a 01'31" (+07" di abbuono) 3. Fabio Aru (Ita) s.t. (+04" di abbuono) 4. Alberto Contador (Ita) s.t. 5. Richie Porte (Aus) s.t. 6. Mikel Meana Landa (Spa) a 01'44" 7. Dario Cataldo (Ita) a 01'53" 8. Yury Trofimov (Rus) s.t. 9. Damiano Caruso (Ita) s.t. 10. Darwin H. Hatapuma (Col) s.t. 11. Damiano Cunego (Ita) s.t. 12. Andrey Amador (Crc) s.t. 13. Leopold Koenig (Cec) s.t. 14. Silvan Dillier (Svi) s.t. 15. Ryder Hesjedal (Can) s.t. 16. Roman Kreuziger (Cec) s.t. 17. Rigoberto Uran Uran (Col) a 01'59" 18. Przemyslaw Niemiec (Pol) a 02'06" 21. Giovanni Visconti (Ita) a 02'15" 42. Simon Clarke (Aus) a 04'09".

IL COMMENTO DELLA TAPPA

E meno male che gli organizzatori del 98/o Giro d'Italia l'avevano 'catalogata' come tappa con arrivo di media montagna. La 5/a frazione, che si è conclusa sulla vetta dell'Abetone, la montagna dell'Appennino tosco-emiliano che 75 anni addietro lanciò un tale di nome Fausto Coppi nel firmamento della corsa rosa, ha regalato fulmini e saette, lampi di classe in una giornata già di per sè luminosa. Uno show in piena regola in una tappa, la prima del 2015, fuori dal territorio ligure (a parte la partenza da La Spezia) che ha sconvolto le prime, effimere gerarchie e costretto i big a scoprire le proprie carte. Sul traguardo è passato per primo uno sloveno, Jan Polanc, 23 anni, che ha dato vita dopo soli 16 chilometri a una fuga d'altri tempi, ma soprattutto abile a resistere agli avversari e a se stesso. La maglia rosa è finita sulle spalle di Alberto Contador che ha capitalizzato quei pochi secondi di vantaggio che era riuscito a mettere fra sè e Fabio Aru, adesso a soli 2".

La tappa odierna ha emesso anche i primissimi verdetti: il più importante non è la leadership dello spagnolo della Tinkoff-Saxo, ma il ritardo di Rigoberto Uran Uran che, quando i migliori del lotto sono scattati, è rimasto sui pedali, costretto a limitare i danni. Di contrattaccare neanche a parlarne. Il colombiano, debilitato da problemi respiratori prima del Giro, dovrà giocare in difesa anche nei prossimi giorni, per evitare che il divario con i rivali diventi abissale e incolmabile. Altra indicazione importante: la condizione dell'australiano Richie Porte che, nei giorni scorsi, ha badato a non scoprirsi troppo e che ha dimostrato di poter competere con i più forti. La sua squadra, però, non si è dimostrata all'altezza della situazione, lasciandolo solo.

E' andata meglio ad Aru che si è ritrovato l'appoggio dello spagnolo Landa, in forma smagliante e utilissimo al 'Tamburino sardo' in piena bagarre. Proprio l'uomo di punta dell'Astana, che non aveva potuto partecipare al Giro del Trentino, perché bloccato da un famigerato virus, è apparso in grande spolvero. Tanto da rispondere con forza e lucidità allo scatto di Contador sulla salita decisiva e poi ripartire un paio di volte. Aru c'è, come Contador e Porte. Uran meno. Il Giro s'infiamma e promette scintille nelle prossime tappe che, a parte domani, tutto possono essere considerate tranne che interlocutorie.

Contador ha ammesso di aver preso la maglia rosa (forse) "troppo presto", ma è comunque una bella soddisfazione per un corridore come lui abituato a vincere. Dal 2011 non indossava la maglia di leader del Giro d'Italia. Dall'anno di un trionfo che non apparirà mai nell'albo d'oro, a causa della vicenda del Clenbuterolo e della relativa condanna del Tas, che gli ha tolto maglie e allori. Quell'anno lo spagnolo infiammò ulteriormente le strade dell'Etna, oggi ha creato lo scompiglio fra i tornanti che hanno esaltato le gesta di Coppi e Bartali. Contador, che all'inizio della salita ha cambiato bici e fatto discutere molto nel dopotappa (visto che nei giorni scorsi erano state 'verificati' i mezzi per la possibile presenza di 'motorini'), resta l'uomo da battere, anche alla luce dell'interminabile cronometro di Valdobbiadene, che di certo riscriverà la storia e ristabilirà le gerarchie di un Giro che, non solo rischia di rimanere alla storia come il più incerto, ma anche come uno dei più combattuti.

Classifica generale del 98/o Giro d'Italia di ciclismo, dopo la 5/a tappa, da La Spezia all'Abetone (Pistoia), lunga 152 chilometri: 1. Alberto Contador (Spa) in 16h05'54" (km percorsi 632,6, media 39,295 km/h) 2. Fabio Aru (Ita) a 00'02" 3. Richie Porte (Aus) a 00'20" 4. Roman Kreuziger (Cec) a 00'22" 5. Dario Cataldo (Ita) a 00'28" 6. Esteban Rubio Chaves (Col) a 00'37" 7. Giovanni Visconti (Ita) a 00'56" 8. Mikel Meana Landa (Spa) a 01'01" 9. Davide Formolo (Ita) a 01'15" 10. Andrey Amador (Crc) a 01'18" 11. Damiano Caruso (Ita) a 01'22" 12. Rigoberto Uran Uran (Col) s.t. 13. Leopold Koenig (Cec) a 01'24" 14. Yury Trofimov (Rus) s.t. 15. Amael Moinard (Fra) a 01'46" 16. Darwin Hurtado Atapuma (Col) a 01'49" 17. Damiano Cunego (Ita) a 02'12" 18. Simon Clarke (Aus) a 02'21" 19. Juergen Van den Broeck (Bel) a 02'27" 20. Alexandre Geniez (Fra) a 02'33".

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