Appena pochi mesi noi di Forza Italia rendemmo noti i risultati della relazione sulla finanza locale elaborata dalla Corte dei Conti che vedeva il Comune di Campi Bisenzio in fondo alla classifica avendo ricevuto su 12 anni ben 8 pronunce di gravi irregolarità contabili. Il Sindaco Emiliano Fossi replicò stizzito alle valutazioni di Forza Italia affermando che “la Maglia nera” attribuita al Comune riguardavano bilanci redatti dalle precedenti amministrazione (dove comunque Fossi era Assessore) affermando altresì che sotto la sua guida tutto fosse cambiato e si fosse realizzata una vera e forte discontinuità.
A quale discontinuità faceva riferimento a Febbraio scorso il Sindaco Fossi? Il Comune di Campi Bisenzio oggi sta peggio di prima e, finalmente, la Corte dei Conti si è espressa decretando il fallimento della Giunta del Sindaco Fossi, tuona Paolo Gandola, Capogruppo di Forza Italia presso il Consiglio di Campi Bisenzio e vice Presidente della Commissione Bilancio.
Ecco i fatti.
La Sezione controllo della Corte dei Conti ha emesso in data 30 Marzo una rigidissima pronuncia per gravi irregolarità contabili in merito al bilancio consuntivo 2013 e dunque in merito al primo bilancio redatto dalla nuova Amministrazione Fossi. Pochi giorni fa, in sede di discussione del bilancio consuntivo 2014, l’Assessore De Feo aveva accennato a questa pronuncia senza però inviarla ai consiglieri comunali che hanno avuto piena contezza solo stamani.
La pronuncia, continua Gandola, rappresenta finalmente un punto fermo e incontrovertibile che testimonia come il nuovo corso della Giunta Fossi non abbia rappresentato alcuna discontinuità e anzi abbia configurato un grave e pericoloso peggioramento rispetto alle Giunte precedenti giacchè stavolta la pronuncia della Corte dei conti risulta essere corposissima di ben 12 pagine ravvisando “situazioni patologiche contrarie ai principi di sana gestione e sostenibilità finanziaria. “
1) Nel merito, in primis, la Sezione Controllo della Corte dei Conti ha rilevato come l’ente abbia contabilizzato in modo non corretto l’anticipazione di liquidità concessa dalla Cassa Depositi e Prestiti, accertando tale entrata derivante dall’anticipazione senza provvedere contestualmente l’impegno della spesa in uscita. L’operazione pertanto, non è risultata neutra determinando un risultato di amministrazione non corretto. L’errata modalità di contabilizzazione adottata ha altresì alterato il risultato della gestione di competenza che seguendo le modalità corrette sarebbe risultato negativo pari a 1.357.880,51 euro.
Tale anticipazione doveva essere contabilizzata in modo diverso per evitare che le somme oggetto dell’anticipazione concorressero alla determinazione del risultato di amministrazione generando effetti espansivi della capacità di spesa. L’ente invece ha realizzato una eccedenza della competenza investimenti che ha contribuito al finanziamento del fondo svalutazioni crediti e alla compensazione del risultato negativo della gestione residui derivante dalla cancellazione dei residui attivi non vincolati di parte corrente.
Il fenomeno rilevato, secondo la Corte, è da considerarsi di per sé GRAVE perché ha consentito di rendicontare un risultato di amministrazione non veritiero e grave in considerazione degli effetti che esso può produrre sui bilanci successivi qualora tale risultato fosse erroneamente reimpiegato nelle gestioni successive. La Sezione ritiene dunque vi sia stata una distorta rappresentazione dei dati del consuntivo e degli equilibri interni di bilancio richiedendo la correzione mediante delibera consiliare apposita.
Diversamente da quanto previsto nel bilancio consuntivo 2013 l’ente per quella gestione finanziaria non ha riportato nessun avanzo di amministrazione pari a 1.882.980,71 euro come scritto nel bilancio 2013, votato in Consiglio e altresì comunicato dall’ente, bensì un disavanzo sostanziale di amministrazione pari a 2.544.571,21,
L’amministrazione pertanto, riaccertato il disavanzo sostanziale di amministrazione al 31 Dicembre 2013, dovrà adesso garantire il reperimento di risorse libere per complessivi 2.544.571, 21 euro adottando provvedimenti idonei a ripristinare una corretta gestione finanziaria.
2) La Corte, in secundis, in merito alla capacità di indebitamento ha accertato che le somme iscritte a titolo di entrata a seguito della suddetta concessione dell’anticipazione di liquidità ha costituito per l’ente una effettiva fonte di finanziamento del bilancio. Tali risorse pari a 1.875.029,34 dovevano essere utilizzate per ricostruire le risorse di cassa necessarie al pagamento di spese già finanziate e non potevano costituire finanziamenti di una nuova spesa. La corte dunque ha rilevato una violazione fattuale del vincolo dell’art 119 Cost che rappresenta un principio cardine dell’ordinamento la cui violazione è considerata una irregolarità particolarmente grave.
3) Infine è stata rilevata la non corretta quantificazione dello stock del debito di finanziamento nel conto del patrimonio. L’errata determinazione risulta conseguente alla contabilizzazione dell’anticipazione di liquidità tra le voci di entrata relativi ai mutui e prestiti. Diversamente la sezione ritiene che tali poste dovessero essere contabilizzate tra le anticipazioni di cassa sia per la natura propria delle operazioni sia per garantire la neutralità sul bilancio dell’ente evitando in tal modo di alterare la quantificazione dell’indebitamento complessivo dell’ente. Anche in tal caso il fenomeno è stato considerato grave fornendo una rappresentazione non veritiera della consistenza complessiva dell’indebitamento.
“E’ questa dunque la discontinuità che aveva stizzosamente rivendicato il Sindaco Fossi dicendo a Febbraio che il Consigliere Gandola aveva perso l’occasione per tacere? Sono questi i migliori risultati della sua Giunta? Adesso, attacca Gandola, il Sindaco Fossi chieda scusa davanti alla Città e faccia non uno ma bensì 10 passi indietro.
Noi di Forza Italia lo attendiamo in Consiglio comunale il 19 Maggio con la speranza che sia in aula e non impegnato altrove come accaduto il 30 Aprile quando è stato votato il Consuntivo 2014 con il Sindaco in contumacia. E’ tempo, per il Sindaco e la Giunta, di assumersi, pienamente, le proprie responsabilità e riconoscere il proprio fallimento.”
Paolo Gandola
