gonews.it

Buona Scuola, SEL sostiene i motivi dello sciopero

foto d'archivio

Oggi, 5 maggio abbiamo sostenuto lo sciopero contro il DDL scuola del governo Renzi, indetto dalle maggiori sigle sindacali del paese, per la prima volta (da anni) finalmente unite. Potrà sembrare uno strumento logoro e inefficace, ma la forma di protesta dello sciopero (ricordiamolo: lautamente pagata dai lavoratori con una trattenuta sullo stipendio) resta ancora una delle poche capaci di attrarre l'attenzione dell'opinione pubblica su un problema centrale per la vita democratica del paese. Lo ripetiamo senza paura di smentita: centrale, in quanto senza scuola, o con una cattiva scuola, cade uno dei pilastri della Costituzione, forse lo strumento principe dell'uguaglianza sostanziale indicata nell'articolo 3 (È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che … impediscono il pieno sviluppo della persona umana).

Noi, in proposito, non abbiamo dubbi. Quella di Renzi sarebbe una cattiva scuola, anzi pessima, per tanti motivi.

Perché introduce un modello organizzativo verticistico e decisionista (il Dirigente manager) tipico del mondo dell'impresa privata, ma del tutto estraneo alla natura collegiale e collaborativa della scuola (al cui centro va ricollocato quella specie di 'Parlamento' che è il Collegio dei Docenti).

Perché tradisce il compito eminentemente educativo della scuola sostituendolo con una sorta di addestramento al lavoro, finalizzato non tanto alla formazione di cittadini liberi, creativi e consapevoli, quanto alla fabbricazione di manodopera specializzata, malleabile e a basso costo.

Perché gioca sulla paura della precarietà e sul filo delle sentenze europee, stabilizzando solo a parole il lavoro di tanti professionisti dell'educazione e prospettando per tutti un futuro di solitudine, incertezza e paura (attraverso i meccanismi degli Albi Territoriali e dei contratti triennali).

Perché affronta in modo superficiale e approssimativo un capitolo spinoso come la valutazione degli insegnanti, riducendo a strumento di propaganda quella che dovrebbe essere una seria riflessione sulla professionalità docente.

Perché delega misteriosamente al governo una lunga serie di questioni (tutte decisive) gli interventi sulle quali muterebbero in peggio le condizioni della scuola, se, come è facile prevedere, l'impostazione culturale non cambiasse alla radice.

Perché, in definitiva, questo DDL si presenta ai nostri occhi come una sorta di primo passo verso la dismissione della Scuola Pubblica da parte dello Stato, a favore di quel sistema 'integrato' che non solo riconosce pari dignità ai privati, ma delega a questi ultimi compiti e funzioni prima assolti dalla mano pubblica: alla faccia di quell'articolo 3 che nessun privato, mai, potrebbe seriamente realizzare nella società.

Per questi motivi, Sinistra Ecologia Libertà dichiara il proprio sostegno a tutti gli insegnanti che, anche nell’Empolese Val d’Elsa hanno deciso di prendere parte alla protesta, e che nei giorni scorsi hanno attuato attività informative a ragazzi e genitori.

Circolo Sinistra Ecologia Libertà Empolese Val d’Elsa

Exit mobile version