"L’attuale Governo sta portando a compimento un attacco mortale alla democrazia costituzionale, sia attraverso leggi di revisione diretta sia con una legge elettorale peggiore della storia repubblicana ma anche intervenendo su settori vitali della società: il lavoro, lo stato sociale, l’informazione e ovviamente la SCUOLA.
Il metodo è il solito: si procede a tappe forzate senza una vera discussione nel luogo deputato alla stessa: il Parlamento che così viene di nuovo esautorato dei suoi poteri rimanendo perennemente sotto ricatto.
L’obiettivo è ancora quello: di una trasformazione in senso autoritario e mercatista della nostra democrazia congeniale alla concezione autoritaria ed accentratrice del Presidente del Consiglio
Il DDL attualmente in discussione (c.d. la Buona scuola) è un progetto che - trasformando nei fatti la scuola in una azienda e legittimando le disuguaglianze sociali - contraddice totalmente la Carta Costituzionale che proprio l’istruzione eleva a funzione dello Stato quale primario strumento per consentire alla persona umana – intesa sia sul piano individuale sia quale essere sociale - di formarsi, di crescere e di contribuire attivamente al benessere sociale.
In tal senso il percorso di conoscenza è elemento imprescindibile per lo sviluppo della personalità umana, ma rappresenta anche elemento di ricchezza sociale poiché il maggior sviluppo individuale si riflette sui vantaggi collettivi della comunità.
Certo, la scuola ha bisogno di riforme, di risorse finanziarie, ma soprattutto ha bisogno di un progetto culturale coerente con la funzione che questa deve svolgere nella realtà di oggi per creare condizioni di uguaglianza e giustizia sociale: una scuola di tutti e per tutti, pluralista e statale, democratica e laica veramente autonoma da tutti gli esecutivi e da logiche di mercato, perché è nella scuola e con la scuola che si realizza il dettato costituzionale dell’uguaglianza e si creano cittadini consapevoli, coscienti e non sudditi. Così l’hanno voluta i Padri Costituenti: luogo di esercizio e difesa dei valori civili e democratici di una nazione , palestra di socializzazione e confronto di uguali.
Questa mobilitazione di protesta avviata dai lavoratori della scuola, proprio anche nella forma aperta e coinvolgente, che le è stata impressa , come in molte parti del paese, è essa stessa un grande momento di espressione di DEMOCRAZIA. Con questa “occupazione” o meglio, riappropriazione della Scuola, si sta dando corpo e contenuto a molti principi enunciati nella COSTITUZIONE e si rende vivo lo spirito democratico di partecipazione e libertà.
DIFENDERE LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE è un sacrosanto dovere di ogni cittadino cui spetta una forte presa di posizione non solo per difendere l’esistente, ma rilanciare un progetto alternativo di scuola pubblica, gratuita, di qualità, palestra di cittadinanza e democrazia.
Le varie associazioni e comitati impegnati nella difesa e attuazione della Costituzione, così come il COMITATO PER LA DIFESA DELLA COSTITUZIONE DI EMPOLI, sono al fianco di quanti intendono impedire la realizzazione di questo disegno autoritario sapendo che la battaglia per la democrazia nella scuola non può non essere anche la battaglia per la democrazia costituzionale e la difesa dei diritti sociali e civili da questo Governo messi in discussione.
Grazie per la battaglia di civiltà e democrazia che state facendo e che ci vede uniti nella costruzione di una scuola bene comune su cui investire per la rinascita di una società democratica e solidale".
Sandra Sani, presidente del Comitato per la difesa della Costituzione Empolese Valdelsa
