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Unione dei Comuni, vari gruppi dell'opposizione: "La maggioranza non ha una visione d'insieme sulle politiche sociali: una grave mancanza per le fasce deboli"

La conferenza stampa delle opposizioni dell'Unione dei Comuni sulle politiche sociali (fotogonews.it)

L’Unione dei Comuni discuterà stasera, giovedì 23 aprile, il regolamento per l’accesso ai servizi sociali socio sanitari all’Azienda ASL 11: come noto i Comuni hanno trasferito la titolarità dell’intervento sulle politiche sociali all’Unione. In realtà il trasferimento della titolarità dell’intervento sul sociale avvenuto sin dalla nascita dell’Unione scommetteva sulla progressiva integrazione delle funzioni amministrative da comuni all’Unione: infatti è evidente che le politiche sociali non si esauriscono con i servizi sociali socio sanitari alle persone disagiate.

"La politica sociale è uno dei compiti principali dell’amministrare una città: pervade tutte i campi l’urbanistica, l’istruzione, la cultura e i servizi in generale. O l’Unione Comunale continua nella strada dell’unificazione delle competenze amministrative oppure il trasferimento della titolarità del servizio all’Unione espropria i Consigli Comunale di uno delle principali funzioni portandola in un luogo, l’Unione, dove gestendo un singolo aspetto del problema, non permette minimamente di governare problemi essenziali per la vita dei cittadini: anziani, disabili, minori e famiglie disagiate, inclusione sociale ecc.. Tutto questo aggravato dalla completa incertezza sulla volontà politica della maggioranza che amministra tutto: i Comuni, l’Unione, la Città Metropolitana e la Regione", spiega Damasco Morelli, del gruppo consiliare  'Ora si cambia' di Empoli e  del gruppo consiliare 'Progetto per il cambiamento' dell'Unione dei Comuni. ha parlato a nome dell'opposizione dell'Unione dei Comuni, formata da 'Linea Civica Empolese Valdelsa', 'Progetto per il Cambiamento' e 'Unione a Sinistra', e dei gruppi consiliari 'Fabricacomune per la Sinistra', 'Impegnarsi per Capraia e Limite', 'Montelupo in Comune' e 'Capraia e Limite Civica'. Anche Forza Italia, seppure non presente alla conferenza stampa, ha aderito alla presa di posizione.

"Cosa vuole fare la maggioranza? Punteremo ad un’integrazione dei Comuni nell’Unione o in ambito della Città Metropolitana oppure andremo verso l’aggregazione di uno o più comuni? Arriviamo all’assurdo che un'Unione senza prospettiva delega la gestione di servizi fondamentali ad un altro soggetto l’ASL 11 che sparirà fra poche settimane. Con la presenza di un altro Ente, la Società della Salute, di cui un anno fa era stata deliberata la soppressione, poi sospesa, perché dopo una decina di anni di vita non era mai decollata. È a questa attualmente scatola vuota che, forse, la maggioranza pensa di assegnare la gestione dei servizi socio assistenziali.

Questa situazione ha portato alla creazione di un fronte comune delle opposizioni perché se sulle proposte potremmo anche discutere e avere una pluralità di opinioni, tutti ci sentiamo di denunciare l’assoluta mancanza di progettualità della maggioranza che peserà soprattutto sulla nostra zona che rischia di vedere commissariata la propria politica sociale e di diventare marginale in tutto.

Emblematica è la questione della riforma del sistema sanitario, il territorio regionale viene diviso in tre aree vaste: Empoli ad esempio, sarà con la “Provincia” di Pistoia, Prato e Firenze, accentrando direzione e controlli. Nessuno ha minimamente spiegato il perché della nuova suddivisione territoriale, il vantaggio di ripensare gli interventi sanitari e sulla salute di un pastrocchio territoriale disomogeneo come la suddivisione proposta vorrebbe aggregare. Ma soprattutto, sarà ancora al centro di tutto il paziente
ed il cittadino al quale questo sistema costa già 7 miliardi di euro?

I possibili vantaggi dell’aggregazione certo non sono ignoti ad una zona che ha operato nel recente passato in tal senso riuscendo ad unificare due USL, quella dell’Empolese Valdelsa e quella della Zona del Cuoio, a cavallo di due Provincie ma dietro vi erano considerazioni sull’omogeneità socio economica del territorio, sulla facilità di comunicazione, su considerazioni attinenti ad una realtà ottimale per la pianificazione e lo sviluppo dei servizi sanitari e di prevenzione.

Una dimensione in cui investire sulla salute e sui servizi non solo portava alla costituzione di riconosciute eccellenze, ma anche a futuri risparmi. Volevamo andare oltre, potevamo dar vita, ad esempio, ad un USL della Toscana centrale aggregando anche Poggibonsi e la Valdinievole, avrebbe ancora avuto un senso soprattutto se collegata ad una visione coordinata con il completamento della viabilità (leggi la conclusione 429 e del collegamento Empoli-Montecatini), lasciando la pianificazione della rete Ospedaliera di alta specializzazione ad un organismo regionale.

Cosa succederà alla nostra zona quando i finanziamenti non verranno più sulla base della nostra popolazione, ma dovranno essere spartite con un territorio dove vi sono miriadi di istituti, dipartimenti e quant’altro; tutti dicono che noi, dati alla mano, rappresentiamo complessivamente un esempio per l’efficacia e l’efficienza dell’intervento sanitario e sulla salute e allora quale è il senso di tutto questo?

In ultima analisi lasciateci compiere una considerazione conclusiva sulla totale assenza di partecipazione del cittadino-utente a questo processo di riorganizzazione. Veramente non pervenuto in tutti sensi" conclude Damasco Morelli.

"Stasera l''Unione dei Comuni è chiamata ad esautorarsi da sola: è un ente che non funziona e che non ha una visione d'insieme. C'è una grave assenza di politica, che porta alla delega ai tecnici", commenta Matteo Palanti, consigliere comunale di 'Linea Civica' a Montelupo Fiorentino.

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